Bari · 17 Settembre 2026

Carcere di Bari, tra i 25 indagati un infermiere dell’Asl per presunto traffico di droga e telefoni

Secondo la Dda il materiale veniva occultato in pacchetti di sigarette; per ogni consegna sarebbero stati pagati 500 euro

Carcere di Bari, tra i 25 indagati un infermiere dell’Asl per presunto traffico di droga e telefoni

La Direzione distrettuale antimafia ha firmato un avviso di conclusione delle indagini nell’ambito di un’inchiesta che coinvolge 25 persone per un presunto sodalizio dedito al traffico di sostanze stupefacenti, con base operativa a Conversano. L’atto è stato firmato dal pubblico ministero antimafia Fabio Buquicchio.

Tra gli indagati figura un infermiere di 39 anni in servizio per l’Asl nella casa circondariale di Bari. Secondo l’accusa, l’operatore sanitario avrebbe approfittato della fiducia derivante dal proprio ruolo e dei controlli meno stringenti rispetto a quelli riservati ai visitatori per introdurre nel penitenziario materiale vietato.

Le sostanze stupefacenti e i telefoni cellulari sarebbero stati occultati all’interno di normali pacchetti di sigarette consegnati ai detenuti. Per ogni ingresso con il materiale proibito, l’infermiere avrebbe ricevuto 500 euro, sempre secondo la ricostruzione investigativa. Alcuni dei destinatari del materiale sono indicati dagli inquirenti come vicini o affiliati alla criminalità organizzata locale.

Sulla vicenda è intervenuto Mimmo Mastrulli, segretario generale nazionale del Co.S.P. (Coordinamento sindacale penitenziario), che ha sottolineato "l’eccellente, certosino e proficuo lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine, tra cui la Polizia penitenziaria, baluardo della sicurezza interna ed esterna delle carceri italiane, ha offerto l’ennesima riprova che fidarsi è bene, non fidarsi è ancora meglio". Il segretario ha inoltre segnalato un aumento dei tentativi di introdurre materiale non consentito "nonostante le capillari e quotidiane perquisizioni e i controlli di polizia giudiziaria".

Mastrulli ha richiamato anche la questione della carenza di personale, riportando i dati indicati dal sindacato: oltre 22.000 agenti mancanti a livello nazionale, circa 1.000 in Puglia e 80 unità di organico mancanti nel carcere di Bari.

L’indagine è al momento nelle fasi preliminari indicate dall’avviso di conclusione delle indagini; eventuali sviluppi, provvedimenti o responsabilità definitive non risultano dalla documentazione citata dalla fonte.

Fonte: Raccontiamo Bari

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