Benevento · 16 Settembre 2026

Quasi 12 anni di carcere per il falso medico condannato per la morte di Angela Russo

La Corte d’Assise di Benevento infligge 11 anni e 10 mesi ad Angelo Graziano per omicidio preterintenzionale, truffa, lesioni ed esercizio abusivo della professione

Quasi 12 anni di carcere per il falso medico condannato per la morte di Angela Russo

La Corte d’Assise di Benevento ha condannato Angelo Graziano a 11 anni e 10 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale, truffa, lesioni ed esercizio abusivo della professione medica. L’uomo, 37 anni, risultava in possesso soltanto della qualifica di massaggiatore terapista e operava senza le autorizzazioni previste.

Oltre alla pena detentiva, il giudice ha disposto l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, l’interdizione legale per la durata della pena, il risarcimento dei danni da liquidare in sede civile, il pagamento delle spese processuali e una provvisionale immediatamente esecutiva di 10.000 euro per ciascuna parte civile costituita. L’imputato è stato difeso dall’avvocato Carlo Taormina.

La vittima, Angela Russo, 54 anni, è deceduta il 25 marzo 2021. La perizia medico-legale disposta nel procedimento ha accertato che la donna non presentava alcuna patologia neoplastica. Nonostante questo, secondo l’accusa la donna era stata sottoposta a iniezioni di ozonoterapia e ad autotrasfusioni per un presunto tumore all’utero inesistente; alcuni esami erano stati inviati a laboratori in Germania per sostenere il percorso terapeutico.

Nel corso delle indagini gli inquirenti hanno sequestrato un appartamento a Benevento adibito a studio, privo delle necessarie autorizzazioni sanitarie, dove sono stati trovati timbri che lo identificavano come medico e prescrizioni firmate. Le ricostruzioni parlano di almeno 40 persone coinvolte nelle pratiche poste in essere dall’imputato.

In fase istruttoria erano state applicate misure cautelari: arresti domiciliari per il principale imputato e divieto di allontanamento per il fratello, Fabio Graziano, accusato di lesioni aggravate. L’imputato, intervistato in passato, aveva dichiarato: "Volevo solo che stesse bene, che vivesse. Non ho ucciso Angela Russo, ho cercato di salvarla".

La sentenza di primo grado rappresenta la conclusione di un processo che aveva suscitato forte attenzione nell’opinione pubblica della provincia di Benevento.

Fonte: Raccontiamo Benevento

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