Bologna · 15 Settembre 2026

Bolognina, il Pd: «I reati sono diminuiti, non si accresca l'allarme»

Dati presentati in Prefettura sul calo dei reati; Pd e vicesindaca contestano la narrazione del centrodestra e chiedono interventi coordinati

Bolognina, il Pd: «I reati sono diminuiti, non si accresca l'allarme»

Il segretario del Pd di Bologna, Enrico Di Stasi, ha replicato alle recenti critiche sulla sicurezza in Bolognina richiamando i dati presentati in Prefettura, che a suo dire mostrerebbero «una diminuzione significativa» dei reati nel quartiere. Di Stasi ha precisato che «i problemi non sono risolti», ma ha sottolineato come «quando Comune, Prefettura e Forze dell'ordine lavorano insieme, i risultati si vedono».

Il dem ha attaccato il centrodestra per la narrazione circolata nelle ultime settimane: «Proprio mentre dalla Prefettura arrivano dati reali, che raccontano un miglioramento della situazione, la destra continua con la sua narrazione falsa, tossica e strumentale che descrive la Bolognina come un quartiere fuori controllo e ostaggio del degrado», ha detto Di Stasi.

Di Stasi ha inoltre riferito che nel quartiere sarebbero giunti «influencer stranieri per costruire ad hoc video sul quartiere e produrre provocazioni e malumore» e ha accusato FdI e Lega di contribuire ad «alimentare allarme e disagio nei cittadini», sostenendo che alcuni influencer sarebbero «violenti e attenzionati dalle forze dell'ordine per i loro metodi antidemocratici». Queste affermazioni sono riportate come dichiarazioni del segretario del Pd.

Il segretario dem è intervenuto anche sulle proteste che hanno accompagnato un'iniziativa di Fratelli d'Italia in Bolognina e sulle parole del capogruppo FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, che ha definito Bologna «a democrazia limitata». «Non stupisce il nervosismo di Fratelli d'Italia e di Galeazzo Bignami — ha detto Di Stasi — da lui ci si aspetta un contributo concreto per Bologna, non una campagna elettorale permanente contro la città». Di Stasi ha espresso la solidarietà del Pd bolognese ai giornalisti.

Sulla gestione della sicurezza è intervenuta la vicesindaca Emily Clancy, che ha accusato il governo di fare «propaganda» e di «gettar fumo negli occhi della cittadinanza», affermando che «i risultati parlano chiaro». Clancy ha ribadito che «la sicurezza è un lavoro lungo e complesso» e che molte competenze toccano all'apparato statale, mentre il Comune opera con il modello della sicurezza urbana integrata, coinvolgendo cittadini, istituzioni e forze dell'ordine.

La vicesindaca ha chiesto una presa di distanza più netta da parte del governo rispetto ad alcune iniziative politiche e ha sostenuto che esponenti del centrodestra avrebbero sostenuto «influencer di destra come Jolly Time», per poi cercare di prenderne le distanze. Clancy ha inoltre denunciato, come sua valutazione, la presenza di «vere e proprie aggressioni squadriste che hanno colpito fisicamente attivisti ed esponenti della sinistra», definendo il clima «pericoloso» e auspicando che tali episodi vengano condannati.

Il Pd ha comunque chiesto al governo «più presenza sul territorio, più controlli, più interventi mirati e più risorse», sottolineando che, secondo Di Stasi, la risposta non può limitarsi all'aumento della Polizia locale ma richiede «l'intervento coordinato e con personale adeguato delle Forze dell'ordine che non dipendono certo dal Comune di Bologna, ma dal Ministero dell'Interno».

Fonte: Raccontiamo Bologna

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