Bologna · 15 Settembre 2026

Perizia: Jelenic era capace di intendere e di volere al momento dell'omicidio del capotreno Ambrosio

La consulenza del prof. Domenico Berardi, disposta dalla Corte d'Assise presieduta da Pasquale Liccardo, parla di aggressività e abuso di alcol ma non di compromissione acuta dello stato mentale

Perizia: Jelenic era capace di intendere e di volere al momento dell'omicidio del capotreno Ambrosio

La perizia psichiatrica disposta dalla Corte d'Assise e svolta dal professor Domenico Berardi conclude che Marin Jelenic, 36enne imputato per l'omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio, era capace di intendere e di volere al momento del fatto e «è capace di partecipare coscientemente» al processo. La Corte d'Assise è presieduta da Pasquale Liccardo; l'accusa è sostenuta dal sostituto procuratore Michele Martorelli.

Secondo il nuovo accertamento, all’imputato emergerebbe un profilo caratterizzato da aggressività e da problemi legati all’abuso di alcol, ma non vi sarebbero elementi che indichino «una compromissione acuta dello stato mentale». La difesa, rappresentata dall’avvocato Valeria Di Nardo, aveva chiesto la perizia presentando referti dalla Croazia che documenterebbero una diagnosi di schizofrenia e ripetuti ricoveri in strutture psichiatriche.

Il fascicolo ricostruisce anche precedenti episodi: nei due mesi antecedenti l'omicidio Jelenic avrebbe aggredito membri del personale ferroviario, secondo quanto riportato nella perizia, che evidenzia un’intensificazione dell’aggressività sfociata poi nell'omicidio.

La vittima, il capotreno 34enne Alessandro Ambrosio, è stato accoltellato alla stazione di Bologna il 5 gennaio. Secondo la ricostruzione, Jelenic avrebbe seguito Ambrosio dai binari ovest fino all’area del parcheggio riservato ai ferrovieri e lo avrebbe colpito alle spalle con un unico fendente mentre la vittima era al telefono con amici per una serata che aveva in programma a Baricella.

Dopo l’aggressione, il coltello è stato ritrovato sotto un cumulo di neve dalla Squadra Mobile; l’imputato si sarebbe poi allontanato salendo su treni diretti a Piacenza e a Milano, fino all’arresto avvenuto in stazione a Desenzano, nel Bresciano.

In aula Jelenic è apparso a tratti distaccato e in altre occasione in escandescenze, tanto da essere allontanato più volte perché interrompeva il dibattimento protestando e dichiarando la propria innocenza. Nei colloqui psichiatrici l’imputato non ha indicato un movente, rimanendo reticente; la perizia osserva inoltre che egli è risultato «senza angoscia, né rabbia né senso di colpa». La famiglia e gli amici di Ambrosio, secondo quanto riportato, restano ancora senza una spiegazione del gesto.

L’imputazione nei confronti di Jelenic è di omicidio aggravato dai futili motivi; gli accertamenti in aula e la perizia fanno parte del procedimento in corso.

Fonte: Raccontiamo Bologna

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