In Corte d'Assise a Bologna il processo per il duplice omicidio in Bolognina: disposta perizia psichiatrica su Genaro Wuilian Maffia
Il giudice Pasquale Liccardo ha incaricato una consulenza per valutare la capacità di intendere e di volere; la prima udienza ha registrato posizioni contrastanti tra difesa, pm e parti civili
È cominciato a Bologna il processo a carico di Genaro Wuilian Maffia, imputato per il duplice omicidio aggravato dai futili motivi di Luca Gombi e Luca Monaldi, la coppia trovata senza vita il 2 giugno 2025 nel loro appartamento in piazza dell'Unità, nel quartiere Bolognina. La Corte d'Assise, presieduta dal giudice Pasquale Liccardo, ha deciso di disporre una perizia psichiatrica per accertare la capacità di intendere e di volere dell'imputato.
Il difensore di Maffia, l'avvocato Giancarlo Tunno, ha definito l'accertamento «indispensabile in un caso come questo», ricordando episodi passati di «aggressività immotivata» a carico del 49enne. Tunno ha anche richiamato una visita in banca avvenuta quattro giorni prima dell'omicidio, durante la quale Maffia sarebbe stato descritto come «confuso, agitato, poco lucido», avrebbe lamentato presunte clonazioni delle carte di pagamento e avrebbe minacciato gli impiegati.
Secondo gli investigatori alla base dell'uccisione ci sarebbero contrasti legati alla volontà di Gombi e Monaldi di sciogliere il contratto di locazione e vendere l'appartamento, mentre Maffia non avrebbe voluto liberare la casa e avrebbe deciso di ucciderli. Le vittime sono state raggiunte da 27 e 45 coltellate.
Nato in Venezuela da genitori italiani, Maffia secondo l'istanza difensiva porterebbe con sé una storia di condotte caratterizzate da minacce e violenze fisiche, con conflitti sul luogo di lavoro e una precedente convivenza ad Altedo che avrebbe dato luogo a screzi e denunce reciproche.
L'imputato è stato arrestato all'aeroporto di Barcellona la mattina successiva all'omicidio ed è stato estradato in Italia il 9 luglio. Dall'8 luglio è in custodia: Maffia è rinchiuso nel carcere della Dozza dal 7 agosto, dove tra il 4 e il 7 settembre sarebbero stati rilevati tre distinti episodi disciplinari per presunte aggressioni non motivate ai danni di altri detenuti.
Il sostituto procuratore Tommaso Pierini si è detto favorevole alla perizia: «Capire se era o no in condizioni psichiatriche, se era sano di mente o no, è utile per avvicinarci alla verità», ha dichiarato in aula. Contrarie alla richiesta della difesa si sono mostrate le parti civili: gli avvocati Jessica Nocciolini e Davide Federici, che assistono rispettivamente il fratello di Monaldi e i cugini di Gombi, hanno sostenuto che «mancano totalmente gli elementi che possono supporre l’evidenza di un vizio di mente» e hanno sottolineato come l'imputato abbia saputo organizzare la fuga, essendo stato arrestato in Spagna.
La Corte ha comunque deciso di procedere con la perizia. L'incarico è stato fissato e sarà affidato al professore Renato Ariatti il 23 settembre alle 9.