Bologna · 18 Settembre 2026

Caso Fakir: emergono 28 secondi di video girati dal secondo agente, la Procura estrae i metadati

Un clip registrata circa mezz’ora prima della manovra di contenimento si aggiunge alle altre registrazioni; gli inquirenti completano acquisizioni e perizie

Caso Fakir: emergono 28 secondi di video girati dal secondo agente, la Procura estrae i metadati

Secondo quanto riferito dall’avvocato Gabriele Bordoni, che assiste i due poliziotti coinvolti, anche il secondo agente intervenuto il 19 luglio in via Italo Svevo al Pilastro ha realizzato un video: si tratta di una clip della durata di 28 secondi, ripresa «circa mezz’ora prima la manovra di contenimento» in cui è rimasto coinvolto Abderrahim Fakir, 42 anni, deceduto quel giorno.

Bordoni, che rappresenta gli agenti di 23 e 28 anni indagati nell’ambito dell’inchiesta per omicidio colposo che coinvolge anche quattro volontari della Croce Rossa, ha spiegato che venerdì l’agente di 23 anni è stato convocato dagli investigatori per consegnare il cellulare e il video in questione. Nel corso delle indagini è già emerso il girato della bodycam privata dell’agente 28enne, attivata poco prima dell’approccio fisico a Fakir e rimasta accesa anche per circa venti minuti dopo la conclusione dell’arresto, quando l’uomo giaceva a faccia in giù sull’asfalto sporco di sangue e privo di segni di vita.

Dai nuovi file si intende estrarre i metadati: informazioni incorporate nel file che descrivono caratteristiche tecniche e di provenienza, come risoluzione, data e ora della registrazione e modello del dispositivo utilizzato.

La Procura ha già acquisito circa una ventina di video, tra riprese di residenti, il filmato della bodycam e altri contenuti. Questi elementi sono stati montati insieme alla ricostruzione tridimensionale realizzata dai carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche (Ris) di Parma per comporre un filmato complessivo che ricostruisca le fasi dell’ultimo pomeriggio di vita di Fakir da più prospettive.

Gli accertamenti sono coordinati dal procuratore capo Paolo Guido, dalla procuratrice aggiunta Morena Plazzi e dalla sostituta Francesca Arienti e, come previsto dal modello 45‑bis, sono partiti il 20 luglio; il termine di 120 giorni resta il riferimento per le verifiche, che al momento non prevedono persone formalmente indagate.

L’inchiesta indaga sia sulla possibile incidenza della manovra di contenimento nella morte sia sulle modalità dell’intervento dei soccorsi, segnalando tra l’altro che il personale medico fu inviato in un secondo momento.

L’autopsia sul corpo di Fakir è stata eseguita il 24 luglio dalla squadra di esperti incaricata dagli investigatori; la relazione definitiva dovrà essere depositata entro 90 giorni. Dagli esami preliminari sono emersi alcuni elementi: positività alla cocaina, assenza di emorragia cerebrale e un quadro patologico pregresso complesso. Nei polmoni sono state riscontrate tracce di sangue: per l’avvocato Fabio Anselmo, che rappresenta la famiglia di Fakir, questo riscontro è sintomo di asfissia e schiacciamento, mentre per Bordoni i due aspetti non risultano correlati.

Fonte: Raccontiamo Bologna

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