Bologna · 19 Settembre 2026

Via Boldrini diventa laboratorio urbano: verde, sedute e una nuova ciclabile in prova

Sull'asse vicino alla stazione nasce un 'rifugio climatico' temporaneo nell'ambito del progetto Talea, curato da Comune, Fondazione IU Rusconi Ghigi e Università di Bologna

Via Boldrini diventa laboratorio urbano: verde, sedute e una nuova ciclabile in prova

Via Boldrini, nel quartiere della stazione di Bologna, è stata interessata da un intervento temporaneo che punta a riprogettare lo spazio pubblico: verde al posto dell'asfalto, sedute e nuovi punti di aggregazione, percorsi pedonali e una pista ciclabile simulata. L'allestimento è definito nella sperimentazione come un "rifugio climatico".

L'installazione comprende sedute e punti di aggregazione, vegetazione, arredi modulari e un sistema sperimentale di illuminazione notturna. La configurazione della strada è stata in parte ripensata riducendo gli spazi per la sosta delle auto e proponendo la realizzazione di una nuova pista ciclabile.

Il progetto è curato nell'ambito di Talea dal Comune di Bologna, dalla Fondazione IU Rusconi Ghigi e dall'Università di Bologna. A progettare e realizzare l'intervento sono stati gli studenti del dipartimento di Architettura dell'Università, in collaborazione con il dipartimento di Scienze e tecnologie agro‑alimentari dell'Alma Mater.

L'iniziativa è stata presentata durante il Talea Green Festival, che coinvolge le zone Marconi e Fossolo con incontri, laboratori e sperimentazioni dedicate al rapporto tra verde urbano e cambiamento climatico. L'area interessata dalla sperimentazione fa parte della cosiddetta "cellula verde" del centro storico e comprende, oltre a via Boldrini, anche via Fratelli Rosselli e via del Porto.

L'intervento nasce da un percorso di co‑progettazione con i cittadini e ha come obiettivi la desigillatura delle superfici impermeabilizzate, l'aumento della presenza di alberi e vegetazione e la creazione di spazi in grado di offrire riparo nelle giornate più calde. "Talea è un progetto importante per il Comune, cofinanziato con l'Unione europea, che mira a creare delle cellule verdi per contrastare le isole di calore in città", ha spiegato la vicesindaca Emily Clancy.

Il tema della sicurezza e della vivibilità è entrato nella progettazione a seguito del confronto con gli abitanti del quartiere. "Intervenire non solo sul verde, ma anche su sicurezza e socialità", ha detto Clancy, sottolineando inoltre che "L'idea di base è desigillare, rinverdire e lavorare con i cittadini". L'amministrazione ritiene che una maggiore frequentazione degli spazi e una migliore illuminazione possano contribuire alla percezione di vivibilità.

Via Boldrini si trova a breve distanza dai Giardini Fava e dall'area della stazione, settori recentemente al centro del dibattito cittadino per questioni di spaccio, microcriminalità e degrado. I Giardini Fava sono stati inoltre citati come uno dei luoghi coinvolti nei video realizzati dai cosiddetti "influencer del degrado". Clancy ha precisato che il progetto non nasce in seguito alle ultime vicende: "Noi qui lavoriamo da più di un anno", ricordando che la scelta dell'area è stata fatta sulla base delle mappe di fragilità climatica.

La sperimentazione ha avuto anche una funzione didattica. "Via Boldrini è diventata un laboratorio a cielo aperto dove gli studenti hanno potuto mettere in pratica le loro idee di progetto", ha dichiarato Danila Longo, docente di Progettazione tecnologica e ambientale dell'architettura dell'Alma Mater, precisando che gli studenti hanno potuto testare le soluzioni e raccogliere le reazioni delle persone durante l'allestimento.

Talea è uno dei progetti pilota del percorso Bologna Verde. Il direttore del settore Infrastrutture del Comune, Giovanni Ginocchini, ha collegato la sperimentazione ad altri interventi di rinverdimento urbano già in programma, tra cui la trasformazione di piazza XX Settembre — il cui progetto dovrebbe essere presentato prossimamente — e quella della Montagnola.

Fonte: Raccontiamo Bologna

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