Bologna · 18 Settembre 2026

Cucito Cafè in via Augusto Romagnoli: sartoria, scuola e recupero tessuti a Bologna

Maryna, nata in Russia, ha trasformato l'idea in un laboratorio che unisce formazione, upcycling e attività rivolte alla comunità; open day sabato 19 settembre

Cucito Cafè in via Augusto Romagnoli: sartoria, scuola e recupero tessuti a Bologna

Nel coloratissimo "Cucito Cafè" in via Augusto Romagnoli la fondatrice Maryna racconta il percorso che l'ha portata a fare della sartoria un mestiere e un luogo d'incontro. Originaria della Russia, Maryna dice di aver coltivato la passione per la letteratura al liceo ma di aver scelto poi un percorso tecnico per motivi pratici: ha studiato per diventare modellista e ha lavorato a Uchta e per un periodo in Ucraina. A 25 anni, spinta anche dal desiderio di vivere dove il suo mestiere sarebbe stato apprezzato, è arrivata in Italia tramite un'amica e ha cominciato a farsi conoscere a Bologna studiando la lingua e collaborando con i negozi di tessuti della città.

Secondo la testimonianza raccolta dalla fonte, l'attività si è trasformata nel tempo: nel 2007 Maryna iniziò a tenere corsi di cucito e a collaborare con associazioni. L'idea del "Cucito Cafè" nasce anche dall'ispirazione di un bar di Parigi che affittava macchine da cucire; così è nato un progetto associativo che ha organizzato laboratori per le scuole, attività per persone con disabilità e interventi legati ai gattili. La fonte riferisce inoltre che il gruppo ha realizzato le basi per barelle destinate alla guerra in Ucraina.

La testata riporta che oggi il "Cucito Cafè" è anche una scuola di cucito; la stessa fonte parla di quattro insegnanti e cita i nomi Maryna, Marcello, Martino, Barbara e Patrizia.

Tra le attività del laboratorio ci sono corsi anche per bambini e pratiche di recupero materiale: secondo la fonte basta qualche pezzettino di stoffa per dare nuova vita agli abiti, pratica oggi riconducibile all'upcycling; la testata segnala che al momento nel laboratorio si sta modificando un vecchio giubbotto di jeans.

Per far conoscere le attività, la fonte annuncia uno degli open day previsto per sabato 19 settembre. Nel racconto del laboratorio il cucito emerge non solo come mestiere ma anche come strumento per creare relazioni e per valorizzare e riutilizzare tessuti e abiti, secondo una tradizione che continua a rinnovarsi su scala globale.

Fonte: Raccontiamo Bologna

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