Sul Ponte del Farneto la Val di Zena chiede interventi strutturali e manutenzione
Sabato 19 settembre 2026 il Comitato Val di Zena ha mobilitato residenti per chiedere più sicurezza dopo le alluvioni; momenti di tensione per il blocco temporaneo della strada
Sabato 19 settembre 2026 sul Ponte del Farneto si è tenuta una manifestazione promossa dal Comitato Val di Zena per chiedere maggiore sicurezza del territorio, interventi strutturali contro il rischio idrogeologico e una programmazione degli interventi dopo le alluvioni che hanno colpito la zona.
La protesta, a cui hanno partecipato cittadini e residenti della valle, è stata accompagnata da striscioni, cori, trombe, megafoni e fischietti. Secondo il Comitato Val di Zena l'affluenza è stata significativa. Tra gli slogan segnalati figurano “Non vogliamo vivere con la paura”, “La sicurezza è un diritto” e “Basta lavori superficiali e sprechi di denaro pubblico”.
Nel corso della manifestazione si sono verificati alcuni momenti di tensione legati al blocco temporaneo della strada da parte dei partecipanti. Gli organizzatori riferiscono inoltre che, tra gli striscioni, è comparsa la scritta “Qui si annega e la Regione se ne frega”, realizzata nella notte da persone non identificate e rilanciata al termine della protesta.
Al centro delle richieste c'è la situazione della Sp36 Jussi, definita dai manifestanti “un colabrodo”, e la richiesta di predisporre un piano di manutenzione programmata per mettere in sicurezza l'intera valle. Il Comitato chiede di abbandonare una logica di opere isolate e frammentarie e di adottare una strategia complessiva di prevenzione.
Il Comitato Val di Zena ha ricordato gli eventi estremi che hanno investito il territorio: la valle è stata colpita da tre importanti alluvioni tra il 2023 e il 2024, le cui conseguenze sono ancora visibili. In particolare i residenti richiamano la necessità di affrontare eventi di portata analoga a quello dell'ottobre 2024. Gli organizzatori indicano lo studio dell'Università di Modena e Reggio Emilia (Unimore), aggiornato al 2025, come base tecnica di riferimento per la programmazione degli interventi.
La protesta ha inoltre evidenziato la protesta per l'assenza degli amministratori locali: il Comitato ha denunciato che i sindaci dei Comuni di San Lazzaro di Savena e Pianoro non erano presenti, suscitando lo slogan “Sindaci, dove siete?”. Per il Comitato l'assenza rappresenta un'occasione mancata di confronto diretto con la comunità.
Pietro Latronico, portavoce del Comitato Val di Zena, ha espresso soddisfazione per la partecipazione: “Siamo molto soddisfatti della partecipazione registrata oggi. La presenza così numerosa di cittadini dimostra che la Val di Zena è viva, consapevole e determinata a costruire il proprio futuro”. Ha poi aggiunto: “Non pretendiamo una sicurezza assoluta – ma chiediamo che le istituzioni mettano in campo interventi strutturali, duraturi e adeguatamente programmati”.
Tra le priorità indicate dal Comitato vi sono la messa in sicurezza strutturale del territorio e del reticolo idraulico, interventi sulla viabilità della valle e una verifica dell'efficacia delle opere già realizzate. Il Comitato chiede inoltre che la pianificazione delle opere future sia basata su studi tecnici aggiornati e accompagnata da una maggiore informazione ai cittadini.
Il Comitato ha annunciato che proseguirà l'attività sul territorio monitorando le criticità e chiedendo risposte alle istituzioni: “Continueremo a essere presenti sul territorio, a monitorare le criticità e a rappresentare le esigenze dei cittadini, perché crediamo che una comunità informata e partecipe possa contribuire concretamente alla prevenzione e alla sicurezza”, ha concluso il portavoce.