Bologna · 21 Settembre 2026

Andrea Iavarone trasferito al carcere di Bancali: decisione del magistrato di sorveglianza

Il 21enne, condannato per l'omicidio della quindicenne di Monteveglio, è stato spostato dall'istituto minorile di Quartucciu dopo un grave episodio durante la detenzione e valutazioni di elevata pericolosità

Andrea Iavarone trasferito al carcere di Bancali: decisione del magistrato di sorveglianza

Il magistrato di sorveglianza di Cagliari ha disposto il trasferimento di Andrea Iavarone, oggi 21enne, dall'istituto penale minorile di Quartucciu al carcere di Bancali, alle porte di Sassari. La misura è stata motivata con la valutazione che il detenuto fosse troppo pericoloso per rimanere in una struttura per minori.

Iavarone sta scontando la condanna a 16 anni e quattro mesi per l'omicidio di Chiara Gualzetti, la quindicenne uccisa il 27 giugno 2021 nei pressi dell'abbazia di Monteveglio, nel Bolognese. Secondo quanto emerso nel processo, il ragazzo la colpì ripetutamente con un coltello e, mentre la vittima era a terra, le inflisse ulteriori calci. Iavarone fu arrestato poco dopo e condannato dal Tribunale per i minorenni di Bologna.

Negli anni successivi alla condanna il giovane è stato trasferito tra diverse strutture per minori fino all'istituto di Quartucciu, in Sardegna. Nella decisione di trasferimento hanno pesato le valutazioni contenute nella relazione dell'équipe di psicologi ed educatori dell'istituto, che descrivono una "personalità ad alto rischio criminogeno", con "tendenza alla recidiva e scarsa capacità di introspezione e assunzione di responsabilità"; gli operatori segnalano inoltre "una bassa tolleranza alla frustrazione e un'elevata carica aggressiva latente".

Determinante è stato anche un episodio violento avvenuto all'interno della struttura, qualificato come grave ferimento di un altro detenuto, per il quale Iavarone avrebbe agito insieme a un altro ragazzo. Le relazioni della polizia penitenziaria ricostruiscono che, dopo un episodio precedente in cui il giovane avrebbe spruzzato dell'acqua contro Iavarone, la reazione sarebbe sfociata in un'aggressione: Iavarone avrebbe colpito il compagno di detenzione al volto con un pezzo di vetro, mentre l'altro detenuto lo avrebbe ferito con un'arma da taglio. L'aggressione fu interrotta dall'intervento degli agenti e di un altro detenuto. Nelle stesse relazioni si segnala che Iavarone avrebbe raccolto e leccato il sangue della vittima pronunciando la frase: "Questo è il sangue di quel bastardo. Non è il mio, lo riconosco". L'episodio ha comportato nuovi addebiti penali e ha portato la direzione dell'istituto a chiedere il trasferimento.

La richiesta della direzione è stata accolta dal magistrato di sorveglianza di Cagliari e Iavarone ha lasciato Quartucciu per essere trasferito a Bancali. La decisione è stata presa alla luce del quadro tracciato dagli operatori e degli episodi verificatisi durante la detenzione.

A commentare il trasferimento è stato Vincenzo Gualzetti, padre di Chiara, che ha chiesto attenzione sul percorso detentivo dell'assassino della figlia: "Sapendo quello di cui è capace – afferma – e leggendo di queste nuove brutalità di cui si è macchiato, io credo soltanto che non sia il caso di sottovalutare la pericolosità di questa persona". Gualzetti ha inoltre aggiunto: "Le perizie, disposte da tribunali e istituti, parlano di profilo da serial killer: sono campanelli di allarme che non possono che far paura, che devono essere presi in seria considerazione, perché il fine pena di questa persona non è troppo lontano".

Fonte: Raccontiamo Bologna

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