Bologna · 21 Settembre 2026

Blitz di Cambiare Rotta sotto lo studentato Domus Ind 33: contestati i costi e le modalità di assegnazione

Gli attivisti contestano prezzi delle singole camere, la distribuzione dei posti calmierati e ritardi nelle graduatorie

Blitz di Cambiare Rotta sotto lo studentato Domus Ind 33: contestati i costi e le modalità di assegnazione

Lunedì mattina, 21 settembre 2026, i militanti di Cambiare Rotta si sono radunati sotto la residenza universitaria Domus Ind 33, in via Stendhal, definendo la loro iniziativa una «sanzione» contro un modello di edilizia universitaria che, a loro avviso, favorisce privati e investitori a scapito dell’accessibilità per gli studenti.

Secondo il collettivo, la struttura — finanziata con risorse Pnrr — offre 121 posti complessivi, dei quali 37 a tariffa calmierata, mentre le restanti camere singole vanno da 538 euro a 799 euro. «Prezzi che sicuramente non facilitano in alcun modo gli studenti fuorisede», hanno dichiarato gli attivisti.

I manifestanti hanno inoltre rivolto critiche a Ergo, l’agenzia regionale per il diritto allo studio, accusandola di essersi «sparita». Sempre secondo Cambiare Rotta, molti studenti non avrebbero ancora ricevuto l’allocazione in studentato e le graduatorie definitive devono ancora essere pubblicate, nonostante le lezioni siano iniziate da una settimana: per questo, affermano, molti fuorisede si troverebbero «senza un vero luogo dove vivere».

Il collettivo ha espresso il timore che l’assegnazione dei posti possa avvenire solo «a ottobre e con pochissimo preavviso». Nelle dichiarazioni riportate dagli attivisti sono comparse anche riferimenti alla ministra Anna Maria Bernini e ad altri «studentati privati di lusso» in città, come l’ex Tre Stelle, la cui società committente sarebbe la stessa che gestisce il fondo immobiliare di SpinTime.

Infine, Cambiare Rotta ha chiamato in causa il Comune di Bologna, sostenendo che il milione di euro annunciato dal sindaco Matteo Lepore per il welfare studentesco sia «insufficiente rispetto alle reali necessità del diritto allo studio». Tutte le affermazioni sono riportate come denunce e rivendicazioni del collettivo.

Fonte: Raccontiamo Bologna

Torna a Bologna