Pazzaglia annuncia nuova azione legale per la Capannina: «Tra poco scoppierà il caso»
L'ex proprietario si rivolge al sindaco Matteo Lepore e alla Giunta e sostiene di aver raccolto documenti e testimonianze a sostegno delle sue ragioni
Paolo Pazzaglia ha reso noto di aver avviato una nuova iniziativa legale relativa alla Capannina e si è rivolto in particolare al sindaco Matteo Lepore e alla Giunta comunale. In un lungo video pubblicato su Facebook l'ex proprietario ha ricostruito la storia del locale e le tappe del contenzioso amministrativo e giudiziario che lo riguarda.
Secondo Pazzaglia, la Capannina fu acquistata tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio degli anni Settanta quando era ancora un ristorante, e poi trasformata in discoteca: “Arrivavano da Firenze, da Roma, da Bologna, da Milano”. Il locale disponeva inoltre di un parco e di una piscina ed è stato descritto come un punto di riferimento della vita notturna bolognese.
I problemi amministrativi, sempre nella ricostruzione di Pazzaglia, sarebbero iniziati alcuni anni dopo l'apertura, quando parte della struttura venne considerata abusiva. Da allora sarebbe nato un contenzioso che ha coinvolto il Comune e la Soprintendenza. Pazzaglia sostiene di aver fornito ripetute spiegazioni ai funzionari e di aver ottenuto in un primo momento un parere favorevole che sarebbe stato poi ritirato pochi giorni dopo, e dichiara di aver raccolto nel tempo documenti e testimonianze su quella fase.
L'ex proprietario riferisce di aver sottoposto il fascicolo a diversi professionisti, tra cui un avvocato cassazionista di Roma che, secondo Pazzaglia, avrebbe esaminato il materiale affermando: “No, qui lei, caro signor Paolo Pazzaglia, ha ragione in pieno”.
Una porzione della Capannina è stata nel frattempo demolita, mentre un'altra parte della struttura risulterebbe ancora esistente e — secondo le affermazioni di Pazzaglia — regolare dal punto di vista urbanistico. L'obiettivo dichiarato dall'ex proprietario è impedire ulteriori demolizioni e recuperare il locale nella sua funzione originaria: “Tra poco scoppierà il caso - sentenzia - la Capannina la voglio perché è mia, l'ho pagata”.
Pazzaglia segnala inoltre l'esistenza di una diffida inviata al Comune e di un impegno economico che, nella sua ricostruzione, prevederebbe un risarcimento di 4,5 milioni di euro per una eventuale ricostruzione. Sul punto, lo stesso Pazzaglia riconosce che saranno necessari riscontri documentali e la possibile replica dell'amministrazione comunale: “Adesso comincia questa fase”, conclude.
L'articolo ricorda infine che Pazzaglia, noto per la sua contrarietà politica verso il sindaco Matteo Lepore, risulterebbe tra la ventina di persone indagate nell'inchiesta sulle minacce rivolte online al primo cittadino. L'ipotesi di reato contestata è quella di minaccia aggravata dall'uso di strumenti informatici; la posizione di Pazzaglia sarebbe collegata a messaggi pubblicati sui social dopo gli scontri del 20 luglio, avvenuti al termine di una manifestazione organizzata per la morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto al Pilastro durante un intervento della polizia.