Focolaio di Salmonella in Val Trompia: 114 casi segnalati, 12 bambini ancora ricoverati
Ats Brescia aggiorna i numeri; indagini sui pasti del centro cottura di Gardone e sulla 'scatola nera'
Due famiglie raccontano giorni di febbre alta, vomito e dolori addominali nei loro bambini. Romina riferisce che il figlio Bruno, di due anni appena compiuti, ha avuto febbre fino a quasi 40 gradi e scariche continue tra domenica sera e la notte tra martedì e mercoledì, con un lento miglioramento nelle ultime ore. Marina, la mamma di Francesco, ricorda invece i primi segnali già il giorno precedente: agitazione, scarso appetito e poi dolori e insonnia notturna. Le pediatre, secondo i genitori, hanno ricevuto numerose segnalazioni negli stessi giorni e indicato controlli e terapie telefoniche quando possibile.
Secondo l’ultimo aggiornamento diffuso nel pomeriggio del 17 settembre, Ats Brescia segnala complessivamente 114 casi sintomatici riconducibili al focolaio, comprendendo anche persone adulte. L’Agenzia precisa che i numeri non corrispondono a 25 nuovi casi verificatisi nelle ultime ore, ma a segnalazioni registrate tra ieri e oggi relative a persone che avevano già sviluppato i sintomi nello stesso periodo degli altri pazienti.
Al momento i ricoverati sono 12, tutti in età pediatrica: otto ricoverati al Civile e quattro alla Poliambulanza. Alcuni bambini sono già stati dimessi; le condizioni dei ricoverati risultano stabili o in progressivo miglioramento.
L’episodio ha coinvolto più realtà della Val Trompia. A seguito delle prime segnalazioni, il servizio mensa era stato sospeso lunedì 14 settembre nelle scuole dell’infanzia e primarie di Gardone Val Trompia, Inzino e Magno su decisione del dirigente scolastico d’intesa con il Comune. Nello stesso giorno è stato fermato il centro cottura di Gardone Val Trompia che preparava i pasti destinati alle scuole interessate.
I pasti preparati il 10 settembre erano 219; il giorno successivo ne erano stati preparati 210. Ats ha comunicato che da allora i pasti forniti dalla ditta coinvolta nella Val Trompia vengono prodotti in altri centri cottura non interessati dalle verifiche. A Concesio sono stati registrati accessi al Pronto soccorso riconducibili a salmonellosi, ma si attende ancora la tipizzazione del ceppo.
Per l’intera settimana di riferimento la preparazione dei pasti destinati al nido comunale di Concesio è stata affidata al centro cottura dell’Azienda speciale di Concesio; la mensa di infanzia e primaria del Comune, gestita da una ditta diversa, ha invece proseguito regolarmente il servizio.
Gli esami di laboratorio eseguiti sui piccoli pazienti hanno rilevato la presenza di Salmonella, ma Ats precisa che questo non basta per stabilire l’origine della contaminazione. Le indagini si concentrano ora sui pasti somministrati giovedì 10 e venerdì 11 settembre: quei pasti erano stati conservati nel centro unico di cottura come 'pasto prova', la cosiddetta 'scatola nera' prevista dalle norme, e sono oggetto di analisi.
Tra le famiglie cresce la preoccupazione per la prosecuzione del servizio mensa: alcuni genitori segnalano timore nell’inviare i figli al pasto a scuola, nonostante i pasti siano preparati in centri diversi. Sindacati come Cgil e Filcams hanno inoltre riferito che alcuni lavoratori della mensa hanno manifestato sintomi e che altri sono stati temporaneamente impossibilitati a rientrare al lavoro.
I genitori, in attesa degli esiti degli accertamenti e della tipizzazione del ceppo, discutono anche la possibilità di una azione legale comune. Al momento, dicono le famiglie, intendono valutare eventuali denunce solo dopo che le indagini avranno chiarito le cause e l’eventuale origine della contaminazione.