Brescia · 18 Settembre 2026

Corte d'Assise d'Appello di Brescia: ergastolo per Dumitru Stratan per l'omicidio di Yana Malaiko

La sentenza d'appello riconosce la premeditazione e conferma la responsabilità per l'uccisione della giovane trovata in una valigia

Corte d'Assise d'Appello di Brescia: ergastolo per Dumitru Stratan per l'omicidio di Yana Malaiko

La Corte d'Assise d'Appello di Brescia ha motivato la condanna all'ergastolo inflitta, lo scorso 22 aprile, a Dumitru Stratan per l'omicidio di Yana Malaiko. I giudici hanno ritenuto che il delitto sia stato compiuto con modalità che denotano estrema brutalità e freddezza, e hanno escluso l'applicabilità di attenuanti.

La Corte d'Assise d'Appello ha riconosciuto la sussistenza della premeditazione, elemento che era stato escluso in primo grado, quando Stratan era stato condannato a 20 anni. I giudici d'appello hanno respinto l'impugnazione della difesa e accolto l'appello della pubblica accusa, rappresentata dai magistrati Lucia Lombardo e Domenico Chiaro.

Secondo la ricostruzione riportata nelle motivazioni e richiamata dall'avvocato Angelo Lino Murtas, legale della famiglia di Yana Malaiko, la Corte ha valutato unitariamente una serie di comportamenti precedenti all'omicidio che avrebbero fatto emergere un proposito omicida maturato prima dell'aggressione e mantenuto nel tempo.

Tra gli elementi considerati la Corte ha indicato la crisi della relazione, episodi di gelosia verso un altro ragazzo, minacce di morte, l'insistenza di Stratan nel volere incontrare Yana, movimenti e sopralluoghi nell'androne del condominio dove la giovane abitava e condotte relative alle telecamere di videosorveglianza. Particolare rilievo è stato attribuito, secondo Murtas, alla cosiddetta "trappola" del cane Bulka, utilizzata per creare l'occasione dell'incontro tra Yana e Stratan.

Dagli accertamenti medico-legali, come riportato nelle motivazioni, emergono segni di una violenta aggressione e una dinamica asfittica: Yana, 23 anni, sarebbe stata uccisa a mani nude per asfissia, strangolamento e soffocamento. Dopo l'omicidio il corpo fu occultato in una valigia e poi abbandonato tra rifiuti e sterpaglie in una strada secondaria tra Lonato del Garda e Castiglione delle Stiviere.

L'avvocato Murtas ha sottolineato che la vicenda non riguarda solo la famiglia di Yana, i genitori Oleksandr e Tetiana, ma anche la battaglia contro la violenza sulle donne. Sulla scorta delle motivazioni della sentenza, Murtas, insieme alle associazioni Yana You Are Not Alone e Pamela Mastropietro Odv, ha avanzato una proposta per introdurre nel primo comma dell'articolo 577 del codice penale una nuova aggravante, con la pena dell'ergastolo, quando l'autore dopo l'omicidio abbia depezzato, scuoiato, vilipeso o occultato il cadavere.

La sentenza di appello è stata definita dall'avvocato come un passo che restituisce verità e giustizia alla memoria di Yana, mentre la famiglia prosegue il proprio impegno attraverso l'associazione Yana, guidata da Francesco Porrello, nelle attività contro la violenza di genere.

Fonte: Raccontiamo Brescia

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