Ex Sanatorio Banti a Pratolino: la Asl Toscana Centro effettuerà un sopralluogo entro fine settembre
Il Comune di Vaglia ha ottenuto la visita nell'immobile di proprietà della Asl; l'associazione Idra chiede di partecipare
La sindaca di Vaglia, Silvia Catani, ha annunciato all'associazione Idra che la Asl Toscana Centro effettuerà un sopralluogo all'interno dell'ex Sanatorio Guido Banti, previsto entro la fine di settembre. L'intervento è stato richiesto dal Comune di Vaglia e ottenuto dalla Asl, proprietaria dell'immobile.
Secondo quanto spiegato dalla sindaca, la visita servirà a “verificare lo stato dei luoghi” e a constatare “le opere di ripristino necessarie per la mitigazione del rischio”, interventi che ricadono sulla responsabilità dell'ente proprietario. Si tratta di un passaggio preliminare, ma significativo dopo decenni di abbandono della struttura.
L'associazione Idra, che aveva organizzato il convegno “Ex Sanatorio Guido Banti, un mosaico da ricomporre” il 9 maggio a Villa Demidoff (evento patrocinato dal Comune di Vaglia e dalla Città Metropolitana), ha sollecitato aggiornamenti sulle azioni successive alla giornata di studi e ha chiesto di partecipare al sopralluogo. Idra ha definito la presenza all'ispezione come “un'occasione per conoscere le condizioni del complesso e pensare al suo recupero”.
Nel dettaglio, Idra ha scritto a Catani e alla sindaca di Firenze, Sara Funaro, chiedendo alla Asl Toscana Centro l'autorizzazione per la partecipazione di una delegazione dell'associazione, dei relatori del convegno di maggio e di una rappresentanza di cittadini e studiosi che seguono la vicenda.
L'associazione ha inoltre rinnovato alla direttrice amministrativa della Asl Toscana Centro, Valeria Favata, la richiesta di un incontro sull'ex Sanatorio, già presentata ad aprile, con l'obiettivo di riaprire il confronto con l'azienda sanitaria sul futuro dell'immobile.
L'ex Sanatorio Banti è descritto come un complesso di notevole valore storico, architettonico e ambientale: circa 12.000 metri quadrati di superficie, 58.000 metri cubi di volumetria e oltre cinque ettari di area forestale. Pur non essendoci ancora un progetto di recupero, il sopralluogo rappresenta il primo appuntamento sul posto dopo anni di immobilismo, finalizzato a verificare le condizioni dell'edificio e gli interventi necessari per riportarlo a nuova vita.