Firenze · 20 Settembre 2026

Costo della vita e servizi a Firenze: rincari, filiere e nodi della governance

Un dossier riunisce indicatori e casi concreti su spesa, olio, multiutility, aviazione e casa popolare

Costo della vita e servizi a Firenze: rincari, filiere e nodi della governance

L’aumento dei prezzi e il mancato adeguamento dei salari riducono il potere d’acquisto, con effetti visibili su spesa alimentare, bollette e trasporti. Il dossier raccoglie indicatori economici e cinque casi concreti per orientare cittadini e amministrazioni rispetto a rincari, trasformazioni dei servizi e difficoltà abitative.

Sulla spesa, Altroconsumo ha stilato una classifica delle insegne più convenienti: al primo posto il Mega di Treviso, mentre tra i punti vendita valorizzati compaiono diverse insegne toscane come Coop/Ipercoop ed Esselunga. In media Eurospin risulta la catena più economica; nelle città toscane citate dallo studio — tra cui Firenze — si segnala una spesa media inferiore rispetto ad altre realtà.

Per l’olio extravergine di oliva, il dossier segnala che nel 2026 il prodotto “sfuso” dei medio‑piccoli produttori toscani è stimato tra 13 e 18 €/l. Il prezzo al consumatore tende a crescere per costi di confezionamento, logistica e margini; secondo l’analisi, un prezzo al dettaglio sotto i 15 €/l dovrebbe indurre a qualche cautela. Il dossier ricorda inoltre come la variabilità di annate e qualità, legata anche al cambiamento climatico, renda più incerto il prezzo, con un aumento di circa 5 €/l rispetto a 10–15 anni fa nelle fasce di prezzo considerate.

Sul versante dei servizi pubblici ed economie locali, l’attenzione è puntata sulle società partecipate che in Toscana gestiscono acqua, rifiuti, energia e strumenti di sostegno economico. In questo contesto la multiutility Plures — con ricavi nel 2025 indicati intorno a 2,25 miliardi di euro — emerge come un aggregatore di diverse realtà locali; il rinnovo dei consigli di amministrazione è segnalato come momento cruciale che riapre il dibattito sul ruolo della politica nella governance e sulle prospettive di sviluppo, compresa l’eventuale quotazione.

La business aviation in Toscana registra migliaia di movimenti ma trasporta relativamente pochi passeggeri. Firenze è scelta per la vicinanza al centro città, ma si trova a fronteggiare limiti di pista e soprattutto di spazi per gli “stand” (parcheggi aerei), mentre Pisa offre maggiore flessibilità e Grosseto cresce come hub per il turismo di super‑lusso in Maremma. I costi operativi e di tratta variano molto: il dossier riporta esempi di tariffe da 4.500–6.000 euro fino a importi che possono arrivare a decine o centinaia di migliaia di euro; l’espansione del settore è frenata più dalle limitazioni di spazio negli aeroporti che dalla domanda.

Infine, sul fronte della casa, Casa Spa — la società pubblica che gestisce gli alloggi Erp nell’area fiorentina — affronta il nodo di numerose abitazioni vuote insieme a liste d’attesa lunghe. La gestione del patrimonio immobiliare è condizionata da carenza di risorse e lentezze nel recupero e nel riassegnare gli alloggi; essendo una Spa interamente pubblica con Comuni soci, non mancano polemiche su legami politici e sulla gestione dell’emergenza abitativa.

Il dossier offre una sintesi di indicatori e casi locali utili per comprendere impatti e priorità di intervento nell’area metropolitana di Firenze, senza proporre soluzioni definitive ma evidenziando i nodi che richiedono attenzione da parte delle istituzioni e delle comunità locali.

Fonte: Raccontiamo Firenze

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