Firenze · 20 Settembre 2026

Montedomini replica alle polemiche: oltre 300 file consegnati e due tentativi di accesso bloccati

L’Asp ricostruisce le consegne documentali, i criteri di conteggio del patrimonio e la sequenza amministrativa su via Faenza 38

Montedomini replica alle polemiche: oltre 300 file consegnati e due tentativi di accesso bloccati

Asp Firenze Montedomini è intervenuta il 19 settembre per ricostruire la propria posizione sulle polemiche emerse nelle settimane sull’amministrazione del patrimonio immobiliare.

L’azienda afferma che, «dal 16 luglio sono state presentate 18 istanze di accesso agli atti, alle quali sono seguite complessivamente oltre 300 file trasmessi», un lavoro che ha impegnato gli uffici «in maniera significativa» insieme all’attività ordinaria.

Montedomini ribadisce la volontà di garantire «pienamente il diritto di accesso», ma contesta l’uso parziale della documentazione nel dibattito pubblico: «Non può trasformarsi in un meccanismo nel quale, dopo la consegna di centinaia di documenti e di successivi chiarimenti, ogni ricostruzione riparte sistematicamente da zero», chiede che «gli atti siano letti nella loro completezza e non attraverso singoli elementi estrapolati dal contesto».

La nota segnala inoltre un elemento nuovo: «nelle ultime ore il sistema informatico avrebbe registrato due tentativi di accesso da parte di soggetti terzi non autorizzati a un collegamento utilizzato per mettere a disposizione la documentazione». Secondo l’Asp i tentativi sono stati bloccati e «non avrebbero consentito l'accesso ai documenti». Montedomini precisa che i collegamenti sono forniti tramite aree riservate con validità temporale limitata e che nelle comunicazioni viene ricordato l'obbligo di rispettare le condizioni d'uso e la riservatezza.

Tra i nodi al centro del confronto c'è la consistenza del patrimonio. Il consigliere Dmitrij Palagi aveva citato 216 unità immobiliari basandosi sulla documentazione ottenuta, mentre Montedomini e il Comune avevano indicato 232 unità. L’Asp spiega che «216 e 232 non sarebbero due conteggi contraddittori dello stesso patrimonio, ma deriverebbero da basi inventariali differenti, costruite secondo criteri e perimetri diversi».

Sulla questione degli immobili destinati agli affitti brevi, l'azienda precisa che il dato di 11 unità riguarda «le unità destinate esclusivamente agli affitti brevi», mentre altri numeri citati nel dibattito includerebbero immobili per i quali i contratti non escludono, «in presenza dei requisiti di legge, forme di utilizzo turistico-ricettivo».

Per quanto riguarda l’immobile di via Guelfa 83, Montedomini contesta la lettura limitata al solo valore del canone: i circa 406.000 euro citati nel dibattito sarebbero «la quota prevista a scomputo», mentre «il valore complessivo dei lavori indicato dagli uffici sarebbe di almeno 900.000 euro». L’Asp sottolinea che per valutare l'operazione vanno considerati congiuntamente «canone, durata del contratto, lavori, investimenti, scomputi e valore finale delle migliorie».

Sulla vicenda di via Faenza 38 l’azienda ricostruisce che l’alloggio sarebbe stato occupato senza titolo dal 2008 e in condizioni tali da richiedere interventi anche sotto il profilo della sicurezza. Montedomini afferma di aver individuato una soluzione alternativa mettendo a disposizione un appartamento di circa 100 metri quadrati in via del Porcellana con canone calmierato, seguito da ristrutturazione e nuova procedura di locazione.

L’Asp fornisce inoltre la cronologia amministrativa: l’avviso per la locazione sarebbe stato pubblicato il 18 aprile 2023 sulla base di una determinazione del 17 aprile, con scadenza per le offerte il 18 maggio; la variante urbanistica comunale sugli affitti brevi sarebbe stata adottata il 2 ottobre 2023; il contratto sarebbe stato sottoscritto il 23 ottobre. Montedomini sostiene che fermarsi alla sola data della firma senza ricostruire l’intera sequenza amministrativa restituisce «una fotografia parziale della vicenda». Su questo punto la consigliera Cecilia Del Re ha replicato il 19 settembre sostenendo che, secondo la documentazione, il contratto a uso turistico sarebbe stato stipulato dopo l'adozione della variante e ha sollevato ulteriori questioni sull'utilizzo turistico degli immobili di via Faenza.

L’Asp ricorda infine il ruolo economico del patrimonio: nel 2025 i ricavi derivanti dal patrimonio sono stati pari a 2.289.789 euro, circa il 19% dei ricavi complessivi, e per questo motivo la gestione degli immobili è considerata parte integrante della funzione sociale dell'ente, poiché le entrate patrimoniali contribuiscono al finanziamento dei servizi.

Il tema rimane al centro del confronto politico fiorentino: a settembre il Consiglio comunale ha affrontato la gestione del patrimonio di Montedomini e le opposizioni hanno chiesto una commissione d'indagine sul ruolo del Comune nelle funzioni di indirizzo, vigilanza e controllo sull'Asp.

Nel frattempo, l'Asp ha pubblicato un nuovo avviso di selezione per la scelta del direttore generale, con scadenza per le domande fissata al 21 settembre. Montedomini conclude opponendosi a ricostruzioni che, a suo giudizio, non trovano riscontro nella documentazione e ribadisce l'impegno «sul terreno dei documenti e dei fatti».

Fonte: Raccontiamo Firenze

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