Perquisizioni a Milano nell’inchiesta sui presunti certificati medici per migranti
Operazione coordinata dalla procura di Ravenna coinvolge oltre venti professionisti e controlli informatici e cartacei
L'operazione è partita all'alba ed è coordinata dalla procura della Repubblica di Ravenna. A Milano sono in corso accertamenti eseguiti da agenti del servizio centrale operativo e della squadra mobile di Ravenna, che stanno applicando decreti di perquisizione locale, personale e informatica firmati dalla procura romagnola.
L'indagine coinvolge più di venti professionisti della sanità. Secondo quanto comunicato, i decreti di perquisizione sono diretti, fatto salvo un caso, a medici che al momento non risultano iscritti nel registro degli indagati. L'ipotesi di reato è la predisposizione e il rilascio di certificati medici falsi finalizzati a impedire il trattenimento di cittadini stranieri irregolari all'interno dei centri di permanenza per i rimpatri.
Le verifiche non sono limitate a Milano: le operazioni interessano anche Bari, Biella, Bologna, Firenze, Livorno, Rimini, Roma e Varese. Gli investigatori stanno esaminando dispositivi informatici e documentazione cartacea per ricostruire l'eventuale rete dei presunti attestati irregolari.