Vertenza per straordinari: in Cassazione il confronto tra Giacomo Canale e Pier Silvio Berlusconi
Richiesta di oltre 500mila euro per lavoro straordinario accumulato in 11 anni; udienza fissata per il 29 settembre, decisione attesa entro fine anno
La vertenza che vede contrapposti l’ex cuoco Giacomo Canale e l’amministratore delegato di Mediaset Pier Silvio Berlusconi approda in Cassazione il prossimo 29 settembre. La richiesta di risarcimento supera i 500mila euro e il contenzioso si trascina dal 2018.
Secondo quanto ricostruito, Canale contesta il mancato pagamento di lavoro straordinario, festivo e notturno maturato nel corso di undici anni di servizio prestati sia nelle cucine del castello di Paraggi, residenza di Pier Silvio Berlusconi e della compagna Silvia Toffanin, sia a bordo dello yacht di famiglia, il Suegno.
Al centro della disputa c’è un verbale di conciliazione sottoscritto nel 2019, in cui il lavoratore avrebbe accettato una somma a saldo e stralcio rinunciando a ulteriori pretese. Canale ha poi impugnato quell’accordo, sostenendo di avere firmato in condizioni di necessità, nello studio del suo precedente legale anziché in una sede sindacale protetta e con un rappresentante di categoria non pienamente informato sui contenuti dell’atto.
Fino ad oggi la linea difensiva dell’amministratore delegato di Mediaset, affidata all’avvocato Fabrizio Daverio dello studio Daverio e Florio di Milano, ha trovato conferma nei magistrati: il Tribunale del Lavoro di Genova ha ritenuto pienamente valido l’accordo stragiudiziale e la Corte d’Appello ha respinto il ricorso, entrando nel merito e stabilendo l’assenza di ulteriori crediti, condannando inoltre il lavoratore al pagamento delle spese legali. Anche un successivo tentativo di revocazione della sentenza è stato respinto.
L’attuale difesa di Canale, rappresentata dall’avvocato Claudio Lalli di Carrara, ha deciso di presentare ricorso in Cassazione sostenendo che le valutazioni dei giudici di secondo grado non avrebbero coperto l’intero arco temporale oggetto del ricorso.
La decisione della Suprema Corte è attesa entro la fine dell’anno. I legali che assistono Pier Silvio Berlusconi hanno scelto di non rilasciare dichiarazioni in vista dell’udienza.