Milano · 16 Settembre 2026

Verbali al processo per l'omicidio Boiocchi: emergono accuse sul presunto ruolo di Mauro Nepi

Le dichiarazioni di Gianfranco Ferdico, collaboratore dei magistrati, ricostruiscono rivendicazioni e tensioni nella Curva Nord

Verbali al processo per l'omicidio Boiocchi: emergono accuse sul presunto ruolo di Mauro Nepi

Sono stati depositati agli atti del processo per l'omicidio di Vittorio Boiocchi i verbali contenenti le dichiarazioni di Gianfranco Ferdico, padre dell'ex leader della Curva Nord Marco Ferdico. Ferdico, che collabora con la Dda milanese e la Dna, ha reso sommarie informazioni ai pm Paolo Storari, Stefano Ammendola e Giovanni Musarò.

Le deposizioni riguardano in particolare la posizione dell'ultrà Mauro Nepi, anch'egli a processo e la cui posizione sarà prossimamente riunita davanti alla Corte d'Assise. Secondo quanto riportato nei verbali, Nepi avrebbe rivendicato un ruolo centrale nell'agguato che costò la vita a Boiocchi, ucciso sotto casa a Milano nell'ottobre del 2022.

Ferdico ha raccontato che Nepi si sarebbe definito disponibile «a mandare il messaggio quando Boiocchi partiva dallo stadio per andare a casa», rivendicando di aver svolto quella funzione e reclamando in cambio una parte nell'organizzazione della curva dopo l'omicidio. Sempre secondo la ricostruzione a verbale, l'ascesa di Nepi non si sarebbe realizzata, anche a seguito dell'ingresso nella gestione della tifoseria di Antonio Bellocco.

I documenti processuali riferiscono inoltre di questioni economiche che avrebbero alimentato tensioni interne: a fronte di un incasso pari a circa 25mila euro in occasione della finale di Champions League del 2023, Nepi non avrebbe poi più ricevuto somme dal direttivo, secondo quanto emerso dalle dichiarazioni.

Nei verbali è riportata anche un'affermazione attribuita a Nepi — «faccio più paura da morto che da vivo» — che, secondo la ricostruzione resa agli inquirenti, sarebbe stata interpretata da Andrea Beretta, Marco Ferdico e Bellocco come una minaccia velata, «come se avesse lasciato uno scritto» destinato a destabilizzare il sistema in caso di sua eliminazione.

Infine, Gianfranco Ferdico ha commentato la propria posizione nelle indagini dicendo di essersi sentito «succube del figlio», pur dichiarandosi «parte in causa totalmente», secondo quanto riportato nei verbali.

Quanto riportato proviene dai depositi processuali e dalle dichiarazioni rese ai pm; le circostanze descritte sono al momento oggetto di valutazione giudiziaria e vengono rappresentate nei verbali come attribuite alle persone citate.

Fonte: Raccontiamo Milano

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