Milano · 17 Settembre 2026

Aggressione a un rabbino a Bande Nere: un 20enne arrestato, due giovani denunciati

L'episodio avvenuto il pomeriggio del 16 settembre; accertamenti in corso e udienza per direttissima prevista il 17 settembre

Aggressione a un rabbino a Bande Nere: un 20enne arrestato, due giovani denunciati

Un uomo di 51 anni, indicato come rabbino, è stato vittima di un'aggressione il pomeriggio di mercoledì 16 settembre presso una fermata dell'autobus in zona Bande Nere a Milano. Secondo la ricostruzione riportata, all'uomo sarebbe stata strappata la kippah, sarebbe stato deriso e infine colpito.

La polizia ha rintracciato i tre giovani aggressori poco dopo il fatto in metropolitana e li ha portati in questura per accertamenti. Per un 20enne, di origine tunisina, è scattato l'arresto; il fratello 21enne e un amico 22enne, di origine marocchina, sono stati denunciati. I tre sono residenti fuori città e risultano già noti alle forze dell'ordine per episodi di microcriminalità, in particolare aggressioni e rapine a coetanei. Secondo la fonte, non risultano a loro carico segnalazioni di natura politica.

Il capo di imputazione principale nei confronti del 20enne è quello di lesioni; il pubblico ministero Luca Gaglio ha contestato anche l'ipotesi di istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale o religiosa. Per il ragazzo arrestato è stata fissata l'udienza per direttissima nella mattinata di giovedì 17 settembre; la giudice chiamata a decidere sulle misure cautelari è Alessandra Di Fazio.

Il questore ha emesso nei confronti dei tre un foglio di via di un anno da Milano, nel quale si parla di “brutale violenza” e di un atteggiamento che avrebbe generato “diffuso allarme sociale”.

Le versioni sull'accaduto divergono. Il fratello del ragazzo arrestato, indagato ma non arrestato, ha negato le accuse e ha dichiarato che «non siamo razzisti»; ha detto di essere studente al Politecnico e volontario della protezione civile a Codogno e ha sostenuto che il gruppo stava girando video per TikTok. Secondo la sua ricostruzione, erano fermi e avrebbero preso la kippah per scherzo, restituendola subito; ha riferito inoltre che uno dei tre avrebbe fatto una «spazzata» senza far cadere l'uomo.

Diversa è la versione fornita dal rabbino alla testata Bet Magazine Mosaico-Cem: ha detto di essere stato circondato, deriso e ripreso con il telefono, di avere subito la kippah tolta e utilizzata per prendermi gioco di lui, e poi di essere stato spinto in strada con un calcio dato da dietro. Secondo quanto riferito, l'uomo ha fotografato i giovani e ha chiamato il 112.

Anche la Digos, nella ricostruzione citata, sostiene che i giovani si sarebbero avvicinati all'uomo, avrebbero cominciato a insultarlo, gli avrebbero tolto la kippah deridendolo e che il 20enne avrebbe poi sferrato un calcio da dietro al 51enne.

L'episodio ha suscitato reazioni istituzionali: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso solidarietà al rabbino, definendo l'episodio «vile e inaccettabile» e parlando dell'odio antisemita come di una piaga da contrastare. Solidarietà è stata espressa anche dal capogruppo del Partito democratico in consiglio regionale, Pierfrancesco Majorino, che ha definito l'episodio «grave, allarmante e vergognoso» e ha sottolineato che «nella nostra città non c'è spazio per l'odio».

Fonte: Raccontiamo Milano

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