Caso Garlasco: la difesa di Andrea Sempio considera l'archiviazione di Venditti un 'punto a favore'
Il gip di Brescia ha accolto la richiesta del procuratore Francesco Prete di archiviare l'ipotesi di corruzione a carico dell'ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti; gli atti saranno trasmessi alla Procura di Pavia.
Gli avvocati Cataliotti e Taccia, legali di Andrea Sempio, hanno dichiarato che l'archiviazione dell'inchiesta per corruzione nei confronti dell'ex procuratore di Pavia Mario Venditti «segna un punto a favore della difesa». I difensori hanno sottolineato il ruolo diretto di Venditti nell'indagine originaria, sostenendo che «condusse in prima persona ogni singolo atto di indagine, ogni singola audizione di persone informate sui fatti e persino del professor De Stefano che fu perito nel processo Stasi».
L'ipotesi di corruzione per Mario Venditti, ex procuratore aggiunto di Pavia, è caduta dopo che il gip del tribunale di Brescia ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dal procuratore Francesco Prete. L'indagine bresciana era nata in seguito al ritrovamento, durante una perquisizione a casa della famiglia di Andrea Sempio, di un appunto scritto a mano recante la frase «Venditti gip archivia per 20-30 euro», che gli inquirenti avevano inizialmente interpretato come possibile riferimento a una mazzetta da 20-30mila euro destinata alla chiusura del caso.
Tali ipotesi sono state smentite dagli accertamenti investigativi e dalle dichiarazioni di Giuseppe Sempio, padre di Andrea, il quale ha spiegato che la cifra indicata nell'appunto si riferiva alla stima delle spese legali che la famiglia avrebbe dovuto sostenere. Inoltre l'appunto conteneva un errore circa la qualifica di Venditti: l'ex magistrato non era il gip del procedimento (ruolo svolto dal giudice Fabio Lambertucci), ma il procuratore aggiunto che coordinava le indagini per la Procura di Pavia.
Con la fine del coinvolgimento dell'ex magistrato milanese viene meno anche la competenza territoriale del tribunale di Brescia, stabilita dall'articolo 11 del codice di procedura penale per le indagini sui togati del distretto di Milano. Gli atti saranno pertanto trasmessi per competenza alla Procura di Pavia per proseguire gli accertamenti.
L'archiviazione nei confronti di Venditti non chiude il fascicolo: l'ipotesi di reato relativa alle somme indicate nell'appunto resta in piedi e le indagini proseguiranno concentrandosi su altri soggetti per chiarire la reale destinazione e natura di quelle somme.