Napoli · 17 Settembre 2026

Cantieri nautici abusivi scoperti in due grotte tufacee a Posillipo: sequestri e otto denunce

Operazione della Polizia Metropolitana con sequestro di circa 200 imbarcazioni e 5.500 mq

Cantieri nautici abusivi scoperti in due grotte tufacee a Posillipo: sequestri e otto denunce

La Polizia Metropolitana di Napoli, coordinata dalla comandante Lucia Rea, ha scoperto due grotte tufacee a Posillipo trasformate in cantieri nautici abusivi con annessi servizi di officina meccanica. L’operazione ha comportato il sequestro di aree e imbarcazioni e la denuncia di otto persone.

La prima cavità individuata è la Grotta di Baia del Cenito, dove gli agenti hanno trovato centinaia di natanti. Secondo gli accertamenti la struttura sarebbe riconducibile a un pregiudicato attualmente sottoposto agli arresti domiciliari fuori regione; la gestione operativa sarebbe stata affidata ai suoi figli. La grotta risultava trasformata in un’autorimessa per imbarcazioni con un’officina realizzata a ridosso della battigia.

La seconda cavità si trova nella zona della Riva Fiorita, nei pressi di Villa Rosebery, e ospitava analoghe attività di rimessaggio e manutenzione prive delle necessarie autorizzazioni. Nella stessa area è in corso un ulteriore sequestro, riferiscono gli investigatori.

Nel complesso le operazioni hanno interessato circa 200 imbarcazioni e un’area sottoposta a sequestro di 5.500 metri quadrati. Le attività sono state svolte da ufficiali, sottufficiali e agenti del Gruppo Navale e della Sezione Ambiente della Polizia Metropolitana, coadiuvati dal Nucleo Nisa. Sono previsti ulteriori controlli sui proprietari dei natanti ricoverati o in manutenzione all’interno delle grotte.

L’indagine è stata estesa anche al territorio di Giugliano in Campania, dove sono state poste sotto sequestro tre aziende attive nel settore della cantieristica navale; una di queste sarebbe collegata alle attività riconducibili allo stesso pregiudicato implicato a Posillipo.

Gli atti relativi al sequestro delle grotte di Posillipo sono stati trasmessi alla Procura di Napoli, mentre quelli riferiti alle misure eseguite a Giugliano sono stati inviati alla Procura di Napoli Nord. Otto persone risultano denunciate in relazione alle indagini.

Fonte: Raccontiamo Napoli

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