Due persone fermate per estorsione a Mugnano: il presunto riferimento al clan Amato-Pagano
I carabinieri di Marano eseguono ordinanza della DDA: accuse di estorsione aggravata dal metodo mafioso
I carabinieri della compagnia di Marano hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal tribunale di Napoli su istanza della Direzione distrettuale Antimafia nei confronti di due persone indagate per estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le indagini sono iniziate il 28 luglio dopo la denuncia presentata dal titolare di un autolavaggio a Mugnano di Napoli. L’esame delle immagini riprese dagli impianti di videosorveglianza dell’esercizio ha permesso di accertare una presunta attività estorsiva sistematica a carico dell’imprenditore a partire dal 2021.
La Procura riferisce che gli indagati avrebbero fatto leva sull’effetto intimidatorio derivante dalla loro presunta appartenenza al clan Amato‑Pagano, evocando esplicitamente il gruppo criminale per ottenere denaro dalla vittima.
Le risultanze istruttorie segnalano inoltre che l’imprenditore, dopo aver tentato di opporsi alle richieste estorsive, sarebbe stato “punito” con l’apposizione di una catena e di un lucchetto sulla porta d’ingresso della sua attività.
Uno dei due indagati era già finito in manette in relazione a due tentativi di estorsione denunciati il 24 e il 26 agosto, ai danni di un dipendente di una ditta incaricata della manutenzione della rete fognaria del comune. In quell’occasione la vittima sarebbe stata minacciata di morte per costringere l’azienda a conformarsi alle richieste del clan.
Le misure cautelari sono state adottate nell’ambito degli accertamenti coordinati dalla Direzione distrettuale Antimafia di Napoli e eseguite dai carabinieri della compagnia di Marano.