Nazionale · 15 Settembre 2026

Legge elettorale: il Senato aumenta le firme necessarie per i nuovi partiti

Via libera definitivo del Senato alle modifiche sulle sottoscrizioni; esoneri confermati per chi è già in Parlamento

Legge elettorale: il Senato aumenta le firme necessarie per i nuovi partiti

Il Senato ha concluso l'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno al testo della legge elettorale e ha approvato definitivamente le modifiche, che ora tornano alla Camera per la conferma delle integrazioni introdotte, tra cui quelle relative alle preferenze e alla raccolta delle firme. La seduta con le dichiarazioni di voto è iniziata in mattinata del 15 settembre 2026, e il nodo più controverso è rimasto la nuova disciplina sulle sottoscrizioni per presentare le liste.

La norma, motivata come strumento anti-frammentazione, aumenta di quattro volte il numero di firme che le formazioni non presenti in Parlamento dovranno raccogliere per candidarsi. Per chi è già rappresentato in Parlamento resta invece un sistema articolato di esoneri. Parallelamente, la maggioranza ha previsto l'innalzamento dal un terzo alla metà del numero dei collegi in cui una lista deve presentarsi, pena l'inammissibilità della lista.

Per i nuovi partiti il minimo di firme richiesto per collegio sale da 1.500 a 6.000: ciò corrisponde a un totale di 450.000 sottoscrizioni se si intende correre in tutti i collegi, oppure ad almeno 225.000 firme se ci si limita all'obbligo di presentarsi in metà dei collegi. In caso di voto anticipato, il numero delle firme da raccogliere viene dimezzato.

La ministra per le Riforme, Elisabetta Casellati, ha spiegato la ratio della norma: "Il tema che guida la nostra scelta è raggiungere un certo numero di firme. Elevare il numero necessario per la raccolta ha un significato preciso: evitare di beffare i cittadini, impedendo il ricorso a liste civetta per raccogliere voti a favore di formazioni che non potranno mai essere rappresentate. Non possiamo assistere a una proliferazione di liste che non hanno alcun senso. È già successo: Forza Lazio, Forza Roma, Forza Pippo. Francamente, lo trovo uno sfregio per l'elettore. Poi bisognerà vedere quante di queste firme si tradurranno effettivamente in un voto reale, perché è di questo che si tratta. Del resto, nella precedente elezione, la dispersione di firme e di voti è stata di circa il 7,2%, pari a circa 2 milioni di voti: non pochi".

Restano esentati, come nella legge attuale, i partiti che hanno due gruppi parlamentari e coloro che hanno formato un gruppo entro il 31 dicembre 2025; tra gli esempi citati rientrano Italia Viva e Azione. Per le forze con una sola componente parlamentare, come +Europa o la Federazione dei Verdi, la soglia per collegio rimane invariata, tra 1.500 e 2.000 firme.

Per la circoscrizione Estero è previsto l'esonero dalla raccolta delle firme se il partito ha avuto un gruppo parlamentare, anche in una sola Camera, o ha eletto almeno un seggio nella tornata precedente.

In Aula è stato invece respinto un emendamento del Pd, primo firmatario Andrea Giorgis, che proponeva la possibilità di raccogliere le firme anche in modalità digitale tramite firma elettronica qualificata.

Fonte: Raccontiamo Città

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