Nazionale · 15 Settembre 2026

Intercettazione nei Baltici: Eurofighter italiani distruggono un drone russo in circa 20 minuti

I caccia dell'Aeronautica Militare, schierati a Šiauliai nella Task Force Air Baltic Thunder III, hanno ricevuto l'ordine di scramble dal comando Nato in Germania

Intercettazione nei Baltici: Eurofighter italiani distruggono un drone russo in circa 20 minuti

L'ordine operativo di scramble è stato impartito dal comando Nato in Germania, attivando i dispositivi d'allerta presso la base militare di Šiauliai, in Lituania, dove sono schierati i caccia italiani della Task Force Air Baltic Thunder III.

Dalla ricezione dell'ordine sono passati meno di dieci minuti prima che gli Eurofighter Typhoon decollassero; l'intervento complessivo si è concluso in circa venti minuti dall'avvio della procedura d'emergenza. I piloti hanno agganciato la traccia radar e proceduto all'identificazione visiva, confermando che l'oggetto fosse un drone russo penetrato nello spazio aereo controllato.

Prima di procedere all'abbattimento con l'impiego dell'armamento, i caccia hanno verificato che il bersaglio sorvolasse un'area disabitata, escludendo il rischio per la popolazione civile e per infrastrutture sensibili. L'intervento è stato descritto come rapido e mirato.

Il colonnello Stefano Livatino, comandante della Task Force Air schierata in Lituania, ha dichiarato che la situazione geopolitica sul fianco est della Nato è caratterizzata da forte fibrillazione. Ha inoltre segnalato che, nell'arco di un mese e mezzo, la forza aerea italiana ha dovuto fronteggiare due incursioni di droni nello spazio aereo baltico, rispetto a una sola violazione registrata nei quattro mesi di missione del precedente contingente francese.

Secondo la fonte, il dispositivo italiano mantiene una coppia di velivoli pronta al decollo ventiquattro ore al giorno e può incrementare l'assetto portando ulteriori due caccia in prontezza su specifica richiesta dell'Alleanza. L'Italia è indicata tra i principali contributori alla salvaguardia del fianco orientale della Nato, mettendo a disposizione mezzi e personale per la difesa collettiva.

Fonte: Raccontiamo Città

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