Carburanti in rialzo: gasolio oltre 2,30 €/l, benzina 2,120 €/l in media urbana
Tensioni sulle rotte petrolifere e interruzione di un oleodotto saudita spingono i prezzi; il taglio delle accise sul diesel è in scadenza ma potrebbe essere prorogato fino al 22 settembre
La congiuntura internazionale sul mercato degli idrocarburi si è aggravata: alla chiusura dello stretto di Hormuz si è aggiunta la conquista dello stretto di Bab el-Mandeb da parte degli Houthi e l'attacco che ha portato all'interruzione del principale oleodotto dell'Arabia Saudita. Il risultato è un rialzo del prezzo del barile vicino a quota 110 dollari e aumenti lungo tutta la filiera.
In Italia i distributori registrano nuovi massimi: secondo il ministero per le Imprese la benzina in media sulla rete urbana raggiunge i 2,120 euro al litro, mentre il diesel è in media a 2,231 euro al litro e in autostrada ha superato i 2,3 euro al litro.
Il gasolio continua a beneficiare del taglio delle accise di 17 centesimi, che però è in scadenza tra due giorni. Secondo la ricostruzione riportata dalla fonte, lo sconto potrebbe essere prorogato per una settimana o poco più, cioè fino al 22 di settembre, data in cui si dovrebbe sapere anche se l'Italia è uscita dalla procedura di infrazione e se avrà spazi di bilancio per un intervento "strutturale".
La situazione non è migliore in altri Paesi europei né negli Stati Uniti, dove il prezzo medio del diesel ha superato i 6 dollari al gallone, oltre il 50% in più rispetto a prima della crisi. Gli analisti citati dalla fonte ritengono che la situazione internazionale non sia destinata a migliorare nelle prossime settimane e che i rincari si trasferiscano sulla filiera, contribuendo a spingere l'inflazione.