Gli Stati Uniti ammettono armi in orbita: rischi e tensioni per il dominio spaziale
Il segretario all'Aeronautica annuncia capacità di controllo spaziale; Pechino e Mosca reagiscono chiedendo la smilitarizzazione del cosmo
Il segretario all'Aeronautica statunitense, Troy Meink, ha annunciato in Maryland che gli Stati Uniti "ora posseggono armi di controllo spaziale in orbita, in grado di difendere le forze congiunte contro azioni ostili dei nemici". Non sono stati forniti dettagli tecnici sulle armi effettivamente dispiegate.
Il Comando spaziale americano ha precisato gli obiettivi e i mezzi associati a queste capacità: "Il controllo dello spazio comprende aree di missione necessarie per contendere e controllare il dominio spaziale, impiegando mezzi cinetici e non per incidere sulle capacità avversarie. Queste capacità possono essere impiegate a fini offensivi e difensivi".
Nel pezzo si indica che tra le tecniche possibili ci sono, a titolo esemplificativo, laser per accecare i satelliti, disturbo delle frequenze, attacchi informatici o proiettili per distruggere fisicamente i satelliti in orbita. La mancata trasparenza sulle capacità effettive è stata indicata come un fattore che rischia di innescare una pericolosa corsa agli armamenti basata sui sospetti reciproci.
Pechino e Mosca hanno risposto alle dichiarazioni statunitensi. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, ha chiesto a Washington di "fermare l'espansione delle capacità militari e la preparazione di una guerra nello spazio", accusando gli USA di trasformare il cosmo in un teatro di scontro. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato: "Noi contiamo su un ampio consolidamento internazionale per poter lavorare verso la completa smilitarizzazione dello spazio. Lo spazio deve essere libero da ogni tipo di arma".
La notizia ricorda come lo spazio sia sempre più centrale per le operazioni militari e civili: le infrastrutture satellitari sono vitali per comunicazioni, puntamento e navigazione. Gli Stati Uniti hanno recentemente concluso l'esercitazione "Apollo Maneuvers", descritta come la più grande operazione orbitale della loro storia.
Il testo segnala inoltre che, pur non essendo il concetto nuovo (si cita l'iniziativa degli anni '80 di Ronald Reagan nota come "Star Wars"), oggi l'elettronica militare rende tali scenari più concreti. Si riferisce anche alla creazione della Space Force nel 2019 sotto l'amministrazione Trump e al progetto "Golden Dome", un sistema di difesa missilistica che prevede l'uso di intercettori spaziali.
Infine, il pezzo riporta dati sulla crescita dei mezzi in orbita: nel 1983 i satelliti in orbita erano circa 360; oggi si stima che siano oltre 15.000, con circa 10.000 sateliti attivi di Starlink, e quasi 45.000 considerando anche satelliti dismessi, frammenti e stadi di razzi esauriti. Si sottolinea il rischio che una guerra spaziale che distrugga fisicamente satelliti genererebbe sciami di detriti in grado di paralizzare reti globali di servizi civili, commerciali e di navigazione.