Strage di via D'Amelio: la Cassazione conferma la prescrizione per tre poliziotti
La Sesta sezione penale rigetta i ricorsi e avalla la sentenza d'appello del giugno 2024 per Mario Bo, Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo
La Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello di Caltanissetta pronunciata nel giugno del 2024 nel processo sul depistaggio delle indagini sulla strage di via D'Amelio, che costò la vita al giudice Paolo Borsellino e agli agenti della sua scorta. Per i tre imputati — Mario Bo, Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo — è stata dichiarata la prescrizione del reato di calunnia in concorso.
I giudici della Sesta sezione penale della Cassazione, accogliendo le richieste avanzate al termine della requisitoria dal sostituto procuratore generale Cristina Marzagalli, hanno rigettato i ricorsi presentati sia dalla procura generale di Caltanissetta sia dalle difese dei tre imputati.
In Appello, la Corte di Caltanissetta aveva confermato la sentenza di primo grado per l'ex funzionario Mario Bo e per l'ex vicesovrintendente Fabrizio Mattei, e aveva dichiarato la prescrizione anche per l'ex assistente Michele Ribaudo, che in primo grado era stato assolto. L'accusa sostenne che gli imputati avessero costruito "a tavolino" falsi pentiti, inducendoli a mentire per depistare le indagini sulla strage.
Anche in Appello i giudici non hanno riconosciuto l'aggravante di aver commesso il reato per favorire Cosa nostra; questo ha comportato la prescrizione del reato di calunnia. La procura generale di Caltanissetta aveva invece chiesto condanne fino a undici anni e dieci mesi.
I tre imputati erano ex componenti del gruppo che indagò sulle stragi del 1992 guidato da Arnaldo La Barbera, morto nel 2002. Gli imputati sono oggi tutti in pensione; le loro difese sono state seguite dagli avvocati Giuseppe Seminara e Giuseppe Panepinto.