Nazionale · 17 Settembre 2026

Trump: «L'Iran vuole un accordo»; Netanyahu andrà all'Assemblea Onu. Raid israeliani annunciati sul Libano

Il presidente Usa in North Carolina esprime speranza per la fine della guerra. Su Rai3 l'intervista alla Nobel per la Pace Narges Mohammadi. A Gaza crollo di un palazzo con almeno 21 vittime

Trump: «L'Iran vuole un accordo»; Netanyahu andrà all'Assemblea Onu. Raid israeliani annunciati sul Libano

Il presidente statunitense Donald Trump ha affermato, parlando con i giornalisti in North Carolina, di sperare che si sia «verso la fine della guerra». «Vogliono raggiungere un accordo e vedremo come andrà a finire. Vogliono molto, l'Iran vuole molto raggiungere un accordo», ha detto Trump.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu arriverà a New York la prossima settimana per intervenire all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. I media israeliani riferiscono che Netanyahu aveva preso in considerazione la possibilità di non partecipare alla riunione di quest'anno, ma alla fine ha deciso di esserci, considerando il discorso al Palazzo di Vetro un'opportunità per rafforzare la campagna elettorale in vista delle elezioni israeliane di fine ottobre. Il primo ministro dovrebbe rientrare in Israele in tempo per la festività di Sukkot, che comincerà al tramonto di venerdì 25 settembre. Il viaggio seguirà la visita di Netanyahu a Washington del 27 luglio, su invito del presidente Trump; prima di quella visita Netanyahu aveva detto che i colloqui alla Casa Bianca avrebbero riguardato «tutte le questioni all'ordine del giorno, prima fra tutte l'Iran». «Il nostro obiettivo è preservare la nostra sicurezza e, al tempo stesso, ampliare il cerchio della pace intorno a noi», aveva aggiunto.

L'attivista iraniana Narges Mohammadi, premio Nobel per la Pace, è intervenuta in un'intervista a Marco Damilano nella puntata de 'Il cavallo e la torre' su Rai3. Mohammadi ha detto: «Spero che il futuro dell'Iran si compia con la democrazia, anche se questo dovesse comportare sfide e difficoltà». Ha aggiunto che «fino a quando c’è la vita, c’è la lotta, fino a quando c'è la vita c’è la resistenza. Fino a quando ci sono le donne c’è la lotta» e ha sostenuto che difendere la democrazia «è difendere gli interessi di tutto il mondo e di tutta l’umanità». L'attivista ha raccontato di essere stata arrestata 14 volte: «Sono sopravvissuta al mio 14esimo arresto, avvenuto stavolta a Mashhad alcuni mesi fa. Questo arresto è fra quelli che ha messo più a repentaglio la mia vita, con una violenza indescribivile, colpi molto forti inflitti alla testa. Sono stata in cella di isolamento per 2 mesi, per essere poi trasferita nella sezione comune del carcere, e poi da lì per la gravità delle condizioni fisiche in ospedale. Poi ancora ho avuto una sospensione della pena e ora mi trovo fuori dal carcere», ha detto.

I soccorritori palestinesi hanno riferito che è salito ad almeno 21 il numero dei morti — tra cui 12 bambini — per il crollo di un edificio di sei piani nella città di Gaza, precedentemente danneggiato da attacchi israeliani. La protezione civile ha spiegato che l'edificio, che ospitava quattro appartamenti per piano, era stato «direttamente colpito» durante il conflitto tra Israele e Hamas, compromettendone l'integrità strutturale e provocandone il crollo. L'edificio è collassato nel cuore della notte mentre molte persone vi si erano rifugiate; la protezione civile ha segnalato che le squadre lavorano con «attrezzature limitate e strumenti rudimentali», accusando inoltre Israele di «impedire l'ingresso di mezzi pesanti» nella Striscia di Gaza. Secondo l'ufficio stampa di Hamas, agli abitanti era stato detto di non tornare nell'edificio dopo i raid, ma molti avevano rischiato di rientrarvi a causa della vastità delle distruzioni e della carenza di alloggi.

Le autorità locali nel nord di Israele hanno annunciato che l'aviazione israeliana effettuerà nelle prossime ore una serie di raid aerei sul Libano, avvertendo i residenti che nella zona si sentiranno forti esplosioni. L'avviso, riportato dal quotidiano Haaretz e diffuso dal Consiglio regionale di Ma'ale Yosef, indica che «nelle prossime ore i caccia effettueranno una serie di attacchi sul fronte libanese» e che, a seguito delle attività delle Forze di Difesa Israeliane, «si udiranno forti esplosioni in tutta la Galilea occidentale, nella Galilea superiore centrale, nella valle di Hula e sulla cresta di Ramim, e forse anche nelle alture del Golan settentrionale». Anche la città di Kiryat Shmona ha invitato i residenti a prepararsi a sentire esplosioni, precisando che «non sono state fornite istruzioni particolari alla popolazione».

Fonte: Raccontiamo Città

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