Nazionale · 18 Settembre 2026

Tariffe sanitarie, dal 21 settembre 2026 nuovo tariffario nazionale: cosa cambia per visite, esami e protesi

La revisione riguarda 448 prestazioni ambulatoriali e 222 codici dell’assistenza protesica; l’aumento medio stimato è del 5,8%, ma la spesa a carico del paziente dipende da esenzioni e limiti regionali.

Tariffe sanitarie, dal 21 settembre 2026 nuovo tariffario nazionale: cosa cambia per visite, esami e protesi

Dal 21 settembre 2026 entra in vigore il nuovo tariffario nazionale del Servizio sanitario nazionale, che aggiorna gli importi riferiti a 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale e a 222 codici dell’assistenza protesica. La revisione riguarda visite mediche, esami diagnostici, procedure ambulatoriali e dispositivi destinati alle persone con disabilità e modifica gli importi utilizzati dal SSN per remunerare le strutture pubbliche e private accreditate che operano per conto del servizio pubblico.

La tariffa nazionale non coincide automaticamente con l’importo che il cittadino paga come ticket: la spesa a carico dell’assistito dipende dalle regole di compartecipazione, dalle eventuali esenzioni e dalle disposizioni regionali. In molte Regioni il ticket ordinario è soggetto a un tetto massimo per ricetta pari a 36,15 euro, condizione che limita l’aumento effettivo pagato dal paziente.

L’aumento medio delle tariffe oggetto della revisione è stimato intorno al 5,8%, con variazioni molto diverse a seconda della prestazione. Come esempio, la prima visita cardiologica viene fissata a 38 euro come tariffa nazionale: in una Regione che applica il limite di 36,15 euro il paziente non esente pagherebbe al massimo quest’ultima cifra, ossia un incremento di 2,55 euro rispetto ai precedenti 33,60 euro.

Un altro esempio citato riguarda l’agoaspirato della mammella, la cui tariffa passerebbe da 31,25 a 36,15 euro nelle stesse condizioni. Quando sulla stessa ricetta sono presenti più prestazioni, le singole tariffe vengono sommate fino a raggiungere il limite previsto a livello regionale.

La maggior parte delle prestazioni non cambia: oltre otto su dieci dovrebbero rimanere invariate. Tra le prestazioni di uso comune che conservano l’importo attuale figurano la visita specialistica di controllo (17,90 euro), la radiografia del torace (15,45 euro), l’ecografia dell’addome inferiore (37,80 euro), l’ecografia ginecologica (30,95 euro) e la densitometria ossea lombare o femorale (31,50 euro).

Anche le tariffe dei principali esami di laboratorio restano ferme, tra cui emocromo, glicemia, emoglobina glicata, colesterolo, trigliceridi, creatinina, TSH e VES. L’unico ritocco segnalato per gli esami del sangue riguarda il prelievo venoso, che aumenta di 50 centesimi; anche questo incremento può essere assorbito dal tetto del ticket se la ricetta raggiunge già il limite massimo.

Fonte: Raccontiamo Città

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