Nazionale · 18 Settembre 2026

Giorgetti: nella manovra priorità al taglio delle tasse per il ceto medio

Il ministro, intervenuto ai Portofino Talks 2026 da Dublino, pone anche l'attenzione sui rischi geopolitici e sulla richiesta di una deroga Ue per le spese energetiche

Giorgetti: nella manovra priorità al taglio delle tasse per il ceto medio

Durante un intervento in collegamento da Dublino ai Portofino Talks 2026, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha delineato le priorità economiche del governo, mettendo al centro la riduzione delle tasse per il ceto medio e il sostegno alla competitività aziendale.

Giorgetti ha ribadito che si tratta di un indirizzo su cui l’esecutivo lavora da quattro anni e che intende proseguire anche entro un quadro finanziario definito come ristretto.

Gran parte del suo intervento è stata dedicata ai rischi legati alle tensioni geopolitiche. Il ministro ha detto di aver sollevato il tema durante l’ultima riunione dell’Eurogruppo, avvertendo che l’attenzione europea alla transizione digitale e all’intelligenza artificiale, ritenuta necessaria per colmare il divario competitivo con Stati Uniti e Cina, potrebbe essere compromessa dagli effetti immediati delle crisi in Ucraina e in Medio Oriente.

Secondo Giorgetti, lo shock energetico ha già determinato un aumento dei prezzi dei carburanti e si tradurrà nelle prossime settimane in rincari sulle bollette di famiglie e imprese.

Per attenuare l’impatto di questi rincari, ha spiegato il ministro, l’Italia ha chiesto formalmente alla Commissione europea l’attivazione di una deroga alle regole del Patto di Stabilità. La proposta prevede di escludere dal calcolo del deficit le spese legate all’energia fino a un massimo dello 0,6 per cento del PIL per i prossimi due anni, e Giorgetti si è detto fiducioso che Bruxelles possa accogliere la richiesta.

Sul piano macroeconomico il ministro ha criticato l’efficacia dei recenti rialzi dei tassi decisi dalla Banca Centrale Europea e dalla Federal Reserve, sostenendo che l’attuale spinta inflazionistica derivi da uno shock dal lato dell’offerta provocato dalle guerre in corso e non da un eccesso di domanda. In questo scenario, ha avvertito, una politica monetaria restrittiva rischia di non risolvere l’inflazione e di aumentare significativamente il costo di gestione del debito pubblico.

Infine, riguardo alla possibilità che l’Italia esca dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, Giorgetti ha precisato che la decisione dipenderà dalle rilevazioni contabili di ISTAT, ricordando l’indipendenza dell’istituto e sottolineando che il governo prenderà atto dei dati ufficiali non appena saranno resi noti.

Fonte: Raccontiamo Città

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