Pichetto Fratin: «È una grande emergenza», pronti a intervenire anche senza l'ok dell'Ue
Il ministro annuncia valutazioni su misure a sostegno delle imprese, cita il decreto Bollette e 14 miliardi per la transizione; apre alle proposte di Elly Schlein e difende il ruolo del nucleare insieme alle rinnovabili.
Il ministro dell'Ambiente e dell'Energia Gilberto Pichetto Fratin, in un'intervista a La Repubblica, ha definito la situazione del mercato energetico «una grande emergenza» e ha dichiarato che il governo sta «valutando interventi a sostegno delle aziende» e che è pronto a intervenire anche senza il via libera di Bruxelles per ridurre i costi dell'energia.
Riguardo al decreto Bollette approvato la scorsa primavera e ancora inattuato, Pichetto ha ricordato che «ci sono due guerre che influenzano molto il settore energetico» e ha riferito che «c'è una trattativa in corso con la Commissione, che non ha ancora dato il suo via libera». Ha aggiunto che «questo eterno negoziato va superato: sulla misura per azzerare il differenziale che l'Italia paga sul prezzo del gas, anche con il dubbio di una procedura di infrazione, dobbiamo procedere per l'interesse nazionale. Mi sto preparando ad avviarla».
Il ministro ha inoltre detto di essere disponibile a considerare la proposta avanzata dalla segretaria del Pd, Elly Schlein, definendola «buone ipotesi che meritano di essere considerate», precisando che «sarà comunque la premier a valutare le forme di collaborazione politica».
Sulle risorse, Pichetto ha indicato che «ci sono 14 miliardi di scostamento da investire sul fronte della transizione». Ha spiegato che si sta lavorando a una lista di azioni, «dagli incentivi per installare pompe di calore nelle case agli accumuli di energia rinnovabile, per poi confrontarci con l'Europa».
Sul mix energetico il ministro ha ribadito la necessità di affiancare il nucleare alle fonti rinnovabili: «Rinnovabili e nucleare devono coesistere e camminare insieme: sole e vento a volte non ci sono, gli accumuli durano quattro ore, quindi per superare gas e petrolio avremo comunque bisogno di una fonte sicura, costante e programmabile. Solo con il nucleare sostenibile l'Italia può restare tra i Paesi di testa in Europa».