Nazionale · 20 Settembre 2026

Alzheimer in Italia: circa 600mila pazienti e un impatto economico di 23 miliardi l'anno

Secondo l'Iss ci sono 1,2 milioni di persone con demenza tra gli over 65; la Sin chiede diagnosi precoce, rete di centri e accesso ai biomarcatori

Alzheimer in Italia: circa 600mila pazienti e un impatto economico di 23 miliardi l'anno

Secondo gli ultimi dati dell'Istituto superiore di sanità (Iss), in Italia si stimano circa 1,2 milioni di persone con demenza nella fascia d'età pari o superiore a 65 anni e circa 24.000 casi di demenza a esordio giovanile. Con specifico riferimento alla malattia di Alzheimer, i pazienti sono valutati in almeno 600.000.

Il costo complessivo delle demenze nel Paese è stimato in circa 23 miliardi di euro l'anno, con il 63% dell'onere economico a carico delle famiglie. Questi dati sono ricordati dalla Società italiana di neurologia (Sin) in occasione della Giornata mondiale dell'Alzheimer, che si celebra il 21 settembre, con l'obiettivo di aumentare la consapevolezza sulla malattia, combattere lo stigma e richiamare l'attenzione sulla necessità di garantire diagnosi, assistenza e cure appropriate.

La Sin sottolinea che l'Alzheimer rimane la causa più frequente di demenza, caratterizzata da una progressiva compromissione della memoria, del linguaggio, dell'orientamento e delle altre funzioni cognitive fino alla perdita dell'autonomia personale, con impatti estesi su pazienti, famiglie, caregiver, servizi sanitari e sistema sociale.

"L’Alzheimer non è una conseguenza inevitabile dell'invecchiamento, ma una malattia neurodegenerativa complessa che deve essere riconosciuta e affrontata il prima possibile", afferma Mario Zappia, presidente della Sin. Zappia evidenzia come negli ultimi anni si siano registrati importanti avanzamenti scientifici: "Disponiamo infatti di terapie in grado di intervenire sui meccanismi biologici della malattia e potenzialmente di rallentarne la progressione, aprendo una nuova stagione nella lotta all'Alzheimer. Non si tratta ancora di una cura definitiva, ma di un cambio di paradigma".

Per la Sin, l'arrivo di queste opportunità richiede di ripensare l'intero percorso assistenziale della patologia. "Affinché queste opportunità possano tradursi in un beneficio concreto, è fondamentale arrivare a una diagnosi precoce", osserva Zappia, aggiungendo che è necessario rafforzare la rete dei Centri per i disturbi cognitivi e le demenze, promuovere l'accesso ai biomarcatori diagnostici e garantire percorsi assistenziali omogenei su tutto il territorio nazionale.

La Società italiana di neurologia ricorda inoltre che, secondo la Commissione permanente di The Lancet, circa la metà dei casi di Alzheimer sono potenzialmente evitabili o ritardabili attraverso il controllo di 14 fattori di rischio modificabili: basso livello di istruzione, perdita dell'udito, ipertensione, colesterolo LDL elevato, obesità, fumo, depressione, inattività fisica, diabete, consumo eccessivo di alcol, trauma cranico, inquinamento atmosferico, isolamento sociale e deficit visivo non trattato.

Accanto alla diagnosi e alle nuove terapie, la prevenzione resta centrale: controllare pressione, diabete e colesterolo, non fumare, svolgere attività fisica regolare, proteggere udito e vista e mantenere relazioni sociali e stimoli cognitivi sono comportamenti indicati per proteggere la salute del cervello. La Sin sottolinea anche l'importanza di una buona qualità del sonno, soprattutto notturno.

I neurologi parlano di "una rivoluzione silenziosa che sta cambiando il modo di concepire la salute del cervello" e ribadiscono il ruolo crescente della neurologia orientata alla prevenzione, alla diagnosi precoce e alla medicina di precisione. La Società raccomanda di rivolgersi allo specialista quando compaiono sintomi nuovi o non spiegabili, come disturbi della memoria, del linguaggio o del comportamento, per evitare di attribuirli automaticamente all'età o alla stanchezza e per permettere, quando possibile, un inquadramento tempestivo che favorisca diagnosi precoce, terapie e miglioramento della prognosi e della qualità di vita per l'Alzheimer.

Fonte: Raccontiamo Città

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