Nova 2026, il M5S boccia il proseguimento degli aiuti militari a Kiev: il 91,7% degli iscritti dà mandato a Conte
Alla kermesse di Milano il documento programmatico viene approvato dagli iscritti; sul fronte internazionale spicca la proposta di riconoscere lo Stato della Palestina e il no al riarmo europeo.
L'evento Nova 2026 si è svolto a Milano dal pomeriggio di venerdì 18 fino a domenica 20 settembre, al World Join Center. Il percorso partecipato sul programma del Movimento 5 Stelle si è concluso con la consultazione online degli iscritti sui 20 paragrafi tematici predisposti dal partito.
Nel paragrafo 17, intitolato “L'Italia ripudia la guerra”, è contenuta la frase centrale che ha guidato il voto: “Continuare a inviare armi significa allontanare la pace”. Con il 91,7% dei voti favorevoli la base del M5S ha dato mandato a Giuseppe Conte di sostenere al tavolo della coalizione la posizione contraria al «continuare a inviare armi» all'Ucraina.
Altri esiti della consultazione indicati dal Movimento: il “primato del diritto internazionale” ha ottenuto il 98,3% dei sì; la proposta per una Conferenza internazionale e il riconoscimento dello Stato della Palestina ha raggiunto il 97,9%; il 94,1% ha votato contro il piano di riarmo europeo; il 91,8% si è dichiarato contrario all'aumento della spesa per la difesa.
Il documento programmatico propone inoltre misure sul medio oriente: “Riconoscimento dello Stato della Palestina, risoluzione dell'accordo di cooperazione militare con Israele, promozione del superamento nell'Unione Europea dello status di partner privilegiato di Israele, promozione dell'adozione di sanzioni economiche e finanziarie nei confronti di tutti i responsabili del genocidio a Gaza e delle attività criminose in Cisgiordania”, come riportato nel testo sottoposto al voto.
Nel suo intervento di chiusura, Giuseppe Conte ha illustrato alcuni punti che il Movimento intende portare al tavolo della coalizione: riduzioni delle tasse sul lavoro, un'Irpef più progressiva, prelievi su rendite ed extraprofitti di banche, industrie farmaceutiche e militari, rilancio del salario minimo e una nuova versione del reddito di cittadinanza denominata “Reddito 2.0”.
Conte ha annunciato anche l'intenzione di «cancellare» alcune norme qualora il Movimento andasse al governo, citando fra l'altro il ripristino della norma sull'abuso d'ufficio, interventi sulla riforma della Corte dei Conti e la «cancellazione delle leggi bavaglio» riguardo ai giornalisti e alle proteste civili, secondo quanto riportato dall'organizzazione.
Sul fronte della sicurezza il programma chiede maggiori organici per le forze dell'ordine, pattugliamenti e presìdi di quartiere, interventi sulle cause sociali della criminalità e lo stop al cosiddetto “Modello Albania” adottato dal governo attuale in materia di immigrazione.
Il percorso interno al M5S è servito, secondo il partito, come base per il negoziato con i partner della coalizione di centrosinistra. La platea di Nova dovrebbe «incoronare» l'ex premier come candidato presidente del Consiglio virtuale del Movimento; il lavoro ora proseguirà sul confronto con gli altri partiti della coalizione e sulla possibile scelta del leader comune, che si annuncia condizionata anche dall'esito di eventuali primarie, come indicato nel documento.
Secondo i dati forniti dal Movimento, Nova 2026 ha coinvolto circa 17mila persone fra iscritti e non iscritti; il Consiglio nazionale M5S ha impiegato 13 ore per mettere a punto i 20 paragrafi tematici sottoposti alla consultazione.
Nel corso del suo discorso Conte ha rivolto critiche al governo guidato da Giorgia Meloni, accusandolo tra l'altro di aver firmato il «Patto di stabilità» e un piano di riarmo e pronunciando affermazioni sull'impatto della politica italiana sul conflitto a Gaza; tali affermazioni sono riportate come dichiarazioni del leader del Movimento.
Il documento programmatico e i risultati della consultazione interna saranno ora materia di negoziato nella formazione del programma comune della coalizione di opposizione, con l'obiettivo di armonizzare le proposte in vista delle prossime competizioni elettorali.