Velo islamico in Italia: tipi, quadro giuridico e le parole di Meloni e Salvini
Dal significato storico delle diverse tipologie al regime legale italiano, con le dichiarazioni dei leader del governo su divieti e misure scolastiche
Il velo femminile, nelle sue varie forme, ha una storia lunga e complessa che affonda le radici in pratiche religiose e culturali. Nel tempo il termine «hijab» è stato associato a diverse usanze: originariamente indicava la separazione delle mogli del profeta Muhammad dagli altri fedeli e, successivamente, è stato assunto come simbolo di modestia e pudore. L'uso del copricapo varia infatti notevolmente a seconda di epoca, cultura, età e contesto geografico.
Esistono numerose tipologie di veli. Tra i più noti l'hijab, foulard che copre capelli, orecchie e nuca lasciando il volto scoperto; la shayla, sciarpa rettangolare popolare nel Golfo; l'al-amira, velo in due pezzi con cappellino e sciarpa; il khimar, lungo e simile a un mantello; il chador iraniano, che copre il corpo fino a terra; il niqab, che lascia scoperti solo gli occhi; e il burqa, tipico dell'Afghanistan, che copre tutto il corpo con una rete sugli occhi. In alcuni Paesi, come Iran e Afghanistan, l'uso del velo è imposto per legge; in altre aree l'obbligo deriva da norme regionali, pressioni sociali o gruppi fondamentalisti.
In Italia indossare un velo non costituisce reato, nemmeno nelle sue versioni integrali. La normativa citata in relazione al riconoscimento personale è l'art. 85 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (R.D. n. 773/1931) e la legge n. 152/1975, il cui art. 5 vieta in luogo pubblico o aperto al pubblico l'uso di mezzi idonei a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona salvo giustificato motivo, prevedendo sanzioni penali e pecuniarie. Il Consiglio di Stato ha indicato che l'uso del velo per motivi religiosi o culturali può configurare un "giustificato motivo", pur restando l'obbligo di consentire l'identificazione e di rimuovere il velo quando necessario. Per le foto sui documenti è autorizzato l'uso del copricapo a condizione che il volto sia visibile.
Sul piano politico, sono arrivate dichiarazioni dai vertici del governo. "Sta per arrivare in Cdm un provvedimento che introduce per legge il numero massimo di studenti stranieri per classe, e introduce l'obbligo per i genitori di studenti stranieri con problemi gravi di inserimento scolastco di imparare l'italiano, e introduce il divieto di burqa e niqab a scuola", ha detto la presidente del Consiglio e leader di FdI dal palco di Fenix, la festa di Gioventù nazionale, formazione giovanile del suo partito.
Dal raduno di Pontida il vicepremier e leader della Lega ha dichiarato: "Il pericolo non è l’invasione dei carri armati sovietici, è l’utilizzo politico del Corano e il fanatismo islamico. Anche su questo chiamiamo alla sfida in positivo i nostri alleati: dire subito no alla costruzione di qualsiasi moschea, chiedere trasparenza, dire di no al burqa e al velo islamico una volta per tutte, liberarsi dalla sottomissione. Ci vuole coraggio, amici del centrodestra. In Italia e in Europa la sinistra è complice di questi fanatici e va cercando nuovi elettori e nuovi schiavi".
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