Nazionale · 20 Settembre 2026

Schlein a Parma: «Dopo quattro anni di Meloni l’economia è ferma, serve un’alternativa credibile»

Al festival Open la segretaria dem denuncia cali produttivi, stipendi bassi e bollette alte; chiede a Palazzo Chigi di indicare l’uso dei 14 miliardi e ribadisce vincolo sul programma per la coalizione

Schlein a Parma: «Dopo quattro anni di Meloni l’economia è ferma, serve un’alternativa credibile»

A Parma, al festival Open, Elly Schlein ha tratteggiato la fotografia di un Paese «in stallo dopo quattro anni di Meloni», sottolineando aspetti economici e sociali che, a suo avviso, certificano il fallimento dell’esecutivo.

«Abbiamo un'economia ferma: calo della produzione industriale da più di tre anni, stipendi tra i più bassi d'Europa. Lo dicono Istat ed Eurostat, non il Pd», ha dichiarato la segretaria del PD, aggiungendo che le famiglie hanno recuperato meno potere d'acquisto rispetto alla pandemia. Schlein ha poi definito il costo dell'energia «il più alto d'Europa in assoluto»: «Il resto del continente è giallo e verde, l'Italia rossa scura». Sulla crescita, indicata tra lo 0 e l'1%, ha osservato che questo colloca l'Italia «tra i fanalini d'Europa e in fondo ai G20».

Per Schlein il governo «ha fallito sul piano economico e sociale» e occorre «un'alternativa solida e credibile» che rimetta al centro «la questione sociale ed economica». Riguardo alla lettera a Palazzo Chigi firmata soltanto da lei, ha replicato a Enrico Mentana: «Non è una novità e non c'è una ragione specifica. So fare opposizione soltanto così: accanto a ogni critica metto una soluzione».

Tra le proposte avanzate, Schlein ha chiesto all'esecutivo di indicare a Bruxelles come usare i 14 miliardi di flessibilità per far scendere le bollette di imprese e famiglie. Ha inoltre detto che il lavoro resterà unitario: «Alleanza Verdi e Sinistra sta già preparando una proposta comune sull'energia». Sulla costruzione della coalizione ha fissato un ordine: «Prima il programma, lo chiede la nostra gente. Poi i nomi, poi la guida». In alternativa ha citato accordi come nei maggiori Paesi europei, dove guida chi ha più consenso, oppure le primarie, «a cui mi sono sempre detta disponibile».

Sul Movimento 5 Stelle, il cui percorso «si è chiuso oggi», Schlein ha rilevato che vi sono «molte cose condivisibili, se non sovrapponibili». Ha richiamato il lavoro comune già realizzato nel 2023 con l'introduzione del salario minimo e del congedo paritario e si è detta fiduciosa nel trovare compromessi sulle differenze: «Quando ci mettiamo insieme governiamo bene».

Sui tempi delle elezioni ha responsabilizzato la premier: «Deve dire quando si vota, e per me prima è meglio è. Quando sarà, ci faremo trovare pronti». Ha poi criticato la legge elettorale definendola «pessima» e con «parametri incostituzionali», contestando il premio di maggioranza «abnorme» e giudicando il tentativo di realizzare il premierato con una legge ordinaria come «un segnale di debolezza». Ha escluso l’indicazione del premier sulla scheda, ribadendo che «o l'accordo è questo, oppure se gli altri non ci stanno si va alle primarie».

Sulla politica estera e in particolare sull'Ucraina, Schlein ha confermato la linea di sostegno: bisogna appoggiare «un Paese invaso fino a una pace giusta, che non è una resa all'aggressore». Ha chiesto a Bruxelles «una sola voce negoziale», capace di isolare Putin, e si è detta amareggiata nel vedere il dossier «in mano agli inviati di Trump con Putin e Zelensky»: «Dov'è la nostra Ue? Serve una voce forte che superi l' unanimità».

Infine, sul tema dell'università e in risposta all'attacco della premier, Schlein ha commentato: «Ho detto la verità. Quella spesa è diminuita in rapporto al Pil».

Fonte: Raccontiamo Città

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