Nazionale · 20 Settembre 2026

Il ragazzo congolese che ha bloccato l'aggressore a scuola: la ricostruzione dell'intervento a Centocelle

A Roma uno studente di 13 anni ha salvato la professoressa accoltellata; il gesto è stato elogiato dalla premier e dal ministro dell'Istruzione

Il ragazzo congolese che ha bloccato l'aggressore a scuola: la ricostruzione dell'intervento a Centocelle

L'aggressione è avvenuta nella scuola media Virgilio di Centocelle, a Roma. Secondo la ricostruzione riportata da Messaggero e Repubblica, un alunno è entrato in classe senza bussare, ha spruzzato peperoncino in volto alla professoressa Isabella Marsili e l'ha colpita con un pugnale dalla lama lunga “di almeno 20 centimetri”.

Nel video di preparazione realizzato dall'autore dell'aggressione si vede l'intervento di un compagno e poi un coltello che cade a terra. È stato il coraggio di un ragazzo di soli 13 anni, arrivato in Italia senza i genitori e originario della Repubblica del Congo, a soccorrere la docente: lo studente di origini congolesi si è avvicinato bloccando il polso del compagno che aveva già ferito la professoressa e, prima ancora, aveva spruzzato del peperoncino in volto. Successivamente altri studenti avrebbero contribuito a immobilizzare l'aggressore.

Dopo l'intervento il ragazzo è stato accompagnato in caserma per raccontare ai carabinieri quanto accaduto; i militari della stazione di Centocelle si sono poi congratulati con lui. Secondo il Messaggero, il giovane si trova da due anni in una casa famiglia ed è arrivato da solo via mare, forse passando per la Libia; nella casa famiglia ci sarebbero alcuni suoi parenti ma non i genitori.

I profili raccolti descrivono il ragazzo come uno studente modello: iscritto alla scuola Giovanni Verga da un anno, avrebbe chiesto libri oltre a quelli scolastici per migliorare l'italiano, non avrebbe mai saltato una lezione e avrebbe una media dell'8 nelle materie insegnate dalla docente aggredita. Tra le sue passioni, secondo la ricostruzione, ci sono il calcio (è iscritto a una scuola calcio), il manga Blue Lock e il basket.

Sulla vicenda sono intervenuti esponenti del governo. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato: “Ha fatto una grandissima cosa”. Il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara, ha annunciato che premierà lo studente e che "Lo inviterò al Ministero e lo premieremo - ha detto Valditara -. Apprezzo questo gesto molto bello che sta a testimoniare come ci si può comportare con civismo indipendentemente da dove si è nati".

La professoressa Isabella Marsili, che ha raccontato l'aggressione, ha detto: "Ho avuto paura di morire. Lui mi accoltellava e stava in silenzio". Ha ricostruito così quei momenti: "Erano le 9,20. Senza bussare vedo entrare il mio alunno - racconta la professoressa -. L'ho guardato ma non ho fatto in tempo a rendermi conto. Indossava un casco da ciclista e un paio di occhiali con telecamera. Nella mano sinistra teneva una bomboletta di spray al peperoncino che mi ha spruzzato in faccia. Poi mi ha colpita con un pugnale che aveva una lama di almeno 20 centimetri. Non ha mai detto parola. Niente. Né prima, né dopo".

Sulla personalità del 13enne autore dell'aggressione la docente ha osservato: "L'anno scorso aveva dato segnali di malessere interiore - ha precisato -. E' figlio unico, i genitori vivono per lui. C'erano alcuni comportamenti che lasciavano pensare. In tante occasioni manifestava un senso di rabbia, fastidio, superiorità, anche nei confronti dei compagni. Era molto inquieto".

Riguardo ad alcuni post a favore della remigrazione pubblicati sui social e al fatto che il giovane che l'ha salvata sia di origine congolese, la professoressa ha aggiunto: "Non c'è nulla di incongruente tra un'idea che esprimo sui social e applaudire a un ragazzino che mi ha salvata. Le mie idee non cambiano". "Certo - ha affermato Marsili -. Il mio studente del Congo ha tutti i diritti per stare qui e gli dovrebbero dare una medaglia. Diverso è per chi viene qui e delinquere".

Fonte: Raccontiamo Città

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