Mattarella a Pordenonelegge ritira l'Ambassador of Freedom e mette in guardia dalla «tentazione di democrazia illiberale»
Il Presidente richiama la Carta dei diritti dell'Ue, difende il pluralismo e celebra il ruolo civile della cultura e della lettura
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto, in occasione della cerimonia di chiusura del festival, il premio Ambassador of Freedom conferito dalla Fondazione Pordenonelegge, riconoscimento assegnato a chi si è distinto nella difesa contro l'odio e a favore dei diritti e delle libertà. Nella stessa edizione il premio è andato anche a Salman Rushdie e ad Anna Politkovskaya.
Nel suo discorso Mattarella ha richiamato la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, ricordando che ogni cittadino deve poter esprimere, ricevere e comunicare idee "senza ingerenze pubbliche e senza limiti di frontiera", e che "cultura e libertà non si fermano ai confini".
Il passaggio più politico dell'intervento è stato l'avvertimento contro la "tentazione di democrazia illiberale", l'idea che la democrazia possa esistere separata dalla libertà. Il Presidente ha espresso apprezzamento per la Dissensio Arena e per quanti, tra intellettuali, artisti e dissidenti, "ha pagato di persona" nella difesa delle libertà.
Sui principi ha osservato che il pensiero unico è uno "strumento di oppressione" e che il dissenso proveniente da voci libere è un valore fondamentale. Citando Norberto Bobbio, ha richiamato la distinzione tra democrazia e autoritarismo nello spazio concesso al dissenso: l'unanimismo, ha detto, appartiene ad autocrazie e dittature ed è "immobilismo", mentre il pluralismo impedisce, anche di fronte al potere digitale, di imporre una verità unica.
Riferendosi alla storia repubblicana, Mattarella ha ricordato che, dopo la dittatura e la guerra, la "scheda elettorale" è stata l'"arma disarmata del confronto legittimo" che ha permesso al Paese di progredire. Ha inoltre sottolineato che leggere, nella cornice della "Festa del libro e della libertà", resta un "esercizio di libertà".
A chiusura del suo intervento il Presidente ha rivolto un saluto ai lavoratori Electrolux, definendoli "impegnati nella difesa della loro identità", e ha affermato che la cultura è anche "infrastruttura civile" ed "etica del lavoro".