Nazionale · 21 Settembre 2026

Ragazzo congolese torna a scuola dopo aver fermato l'aggressore: il ministero vuole riconoscerlo

Karim, 14 anni, ha bloccato il compagno che ha accoltellato la professoressa; indagini dei carabinieri sui contatti online e sulla diretta dell'aggressione

Ragazzo congolese torna a scuola dopo aver fermato l'aggressore: il ministero vuole riconoscerlo

Karim ha 14 anni, è arrivato in Italia dal Congo da solo e vive con un fratellino in una casa famiglia gestita dai Salesiani. È entrato quest'anno nella scuola media Giovanni Verga di Centocelle (Roma), studia con impegno e ottiene buoni voti; per superare le difficoltà iniziali con l'italiano aveva chiesto libri di supporto.

Venerdì 18 settembre un ragazzo di 13 anni è entrato in classe con due coltelli e ha spruzzato alla docente Isabella Marsilio dello spray urticante prima di colpirla. Secondo l'assistente educativo Corrado Ruffini il giovane avrebbe dichiarato di avere avuto un piano preciso: “colpire una sola persona e poi costituirsi”. Karim, che era in fondo alla classe, è corso verso la cattedra e ha bloccato il polso del compagno, fermando un ulteriore possibile colpo.

La professoressa è stata portata in ospedale e poi dimessa; il figlio riferisce: “Sta bene, ma è sotto shock”. Il figlio aggiunge che la docente “Ha ricevuto tre coltellate all'altezza del fianco. È un miracolo che i colpi non abbiano colpito organi interni”. Nei giorni successivi il suo profilo Facebook è stato reso irraggiungibile a seguito di centinaia di commenti critici.

Karim è tornato oggi in classe, accolto dalla comunità scolastica; lui ha commentato alla preside Wanda Giacomini: "Non ho fatto niente di speciale. Qualcuno doveva fermarlo, poteva ucciderla la prof". La preside lo accompagnerà al ministero dell'Istruzione per il riconoscimento che il ministro Giuseppe Valditara intende consegnargli. "Ha fatto una grandissima cosa", ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Le indagini dei carabinieri hanno incluso l'esame dei telefoni del 13enne e della madre e dei contatti online per ricostruire la preparazione dell'aggressione e verificare l'eventuale coinvolgimento di altre persone. Una prima informativa dei carabinieri è stata trasmessa alla Procura ordinaria di Roma.

Al centro degli accertamenti c'è la rete: gli investigatori stanno cercando di identificare quattro utenti collegati alla diretta social trasmessa durante l'aggressione e la persona che avrebbe poi pubblicato il video in rete. Tra le ipotesi al vaglio c'è anche la possibilità che l'autore della pubblicazione o il server utilizzato si trovino all'estero; non viene esclusa la pista di un collegamento con la Russia, al momento però da verificare. Uno degli utenti collegati alla diretta scriveva in cirillico.

Circa 45 minuti prima dell'accoltellamento, alle 9.14, il ragazzo avrebbe scritto ai 22 componenti di una chat su TikTok: “Guys, guardate il tg dopo”. Gli investigatori stanno ricostruendo i suoi contatti delle settimane precedenti per accertare se sia stato avvicinato o influenzato da gruppi estremisti online; al momento non è stata accertata una matrice politica o ideologica del gesto.

Il profilo del ragazzo che ha aggredito la docente, ora chiuso, contava 4.332 follower. Dai racconti dei compagni emerge che il 13enne passava “molte ore davanti al pc” ed era “appassionato di video crime, roba violenta”. Gli investigatori stanno inoltre verificando se il giovane sia stato istruito su come compiere l'azione e come sia riuscito a introdurre nella scuola i coltelli e lo spray urticante.

Le autorità proseguono gli accertamenti per chiarire la dinamica dell'aggressione, ricostruire eventuali contatti e responsabilità esterne e stabilire le ragioni del gesto.

Fonte: Raccontiamo Città

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