Nazionale · 21 Settembre 2026

Beppe Grillo a Pulp Podcast: critiche al M5S e a Giuseppe Conte

In un'intervista di ottanta minuti davanti a Fedez e Mr. Marra, Grillo rivendica le idee originarie del Movimento, si dichiara «estromesso» e non annuncia nuovi progetti politici; parla anche del figlio Ciro.

Beppe Grillo a Pulp Podcast: critiche al M5S e a Giuseppe Conte

Beppe Grillo è tornato a parlare di politica seduto sul divano di Pulp Podcast, davanti a Fedez e Mr. Marra, in una conversazione di ottanta minuti durante la quale ha affrontato diversi temi legati al Movimento 5 Stelle e alla sua esperienza personale.

Grillo ha rivendicato la paternità delle idee con cui il Movimento è nato insieme a Gianroberto Casaleggio e ha detto di essere stato «estromesso», aggiungendo però di non avere rimpianti: «Il Movimento oggi è un'altra cosa». Ha anche affermato di non avere più «né l'energia né gli strumenti per ricominciare da capo», perciò non ha annunciato la creazione di alcun nuovo partito o lista alternativa.

Nel corso dell'intervista ha ricordato temi che, secondo lui, il progetto originario aveva anticipato e che oggi sono entrati nel dibattito pubblico, citando l'idrogeno, le stampanti 3D e le comunità energetiche. Su se stesso ha detto: «Mi sento postumo di me stesso da vivo» e ha riassunto l'idea originaria del Movimento con la battuta che avrebbe dovuto essere «compostabile, non biodegradabile».

Il bersaglio principale delle sue critiche è stato Giuseppe Conte, che Grillo ha descritto con una delle sue immagini: «il reverendo Jones, l'uomo che sussurrava ai cavilli». Sulla svolta progressista del Movimento ha detto: «Di progressista ha solo la paralisi progressiva», sostenendo che il M5S si sia trasformato «in un partito come gli altri».

Grillo ha parlato anche del rapporto con Mario Draghi, definendolo ironicamente «il banchiere del diavolo» e raccontando scambi di messaggi con un linguaggio da codice: «Le fragole sono mature», avrebbe scritto lui; «I mirtilli ancora no», sarebbe stata la risposta dell'ex premier.

Riferendosi a Roberto Vannacci e al clima politico e culturale degli ultimi anni, Grillo ha accusato il ritorno di quelle che ha chiamato «malattie infantili» come fascismo, nazionalismo e patriottismo, usando un'altra metafora per descriverne la diffusione: «È come una decalcomania, più gli sputi sopra più si appiccica».

La conversazione ha toccato anche il tema del figlio Ciro e della vicenda giudiziaria che lo riguarda. Grillo ha parlato di un peso «di enorme pesantezza», ha raccontato della laurea del figlio e della sua scelta di studiare giurisprudenza con l'obiettivo di diventare avvocato penalista. Secondo il racconto di Grillo, Ciro vuole difendersi personalmente e continuare a sostenere la propria innocenza.

In chiusura, Grillo si è presentato come qualcuno che non intende tornare a fondare un nuovo partito ma che non si considera nemmeno semplicemente un ex: vuole continuare a parlare, rivendicare le idee originarie e contestare chi, a suo giudizio, ha trasformato quella eredità in qualcos'altro.

Fonte: Raccontiamo Città

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