Nazionale · 22 Settembre 2026

Influenza 2026-2027, Pregliasco: "Attesi 12-14 milioni di casi"

IQVIA segnala ampia diffusione dei virus respiratori; ruolo crescente dell'automedicazione e della farmacia per prevenzione e gestione

Influenza 2026-2027, Pregliasco: "Attesi 12-14 milioni di casi"

L'Osservatorio Salute IQVIA, durante l'evento stampa "Gli italiani e la gestione dell'influenza: prevenzione, cura e ruolo dei farmaci di automedicazione", rileva che circa la metà degli italiani (48%) dichiara di aver avuto l'influenza o sintomi influenzali negli ultimi 12 mesi. I farmaci di automedicazione rimangono un presidio centrale per la gestione dei sintomi, spesso in autonomia o su consiglio del farmacista.

"Dopo una stagione, quella passata, che ha superato i 15 milioni di casi, anche per il 2026-2027 ci attendiamo una circolazione sostenuta di virus respiratori, influenza, ma anche RSV, SARS-CoV-2 e rhinovirus, con una stima nell'ordine dei 12-14 milioni di casi complessivi", ha dichiarato Fabrizio Pregliasco, Direttore Sanitario Aziendale dell'IRCCS Ospedale Galeazzi - Sant'Ambrogio di Milano.

I segnali dall'emisfero australe, dove al momento prevale il ceppo A/H3N2, indicano una possibile circolazione precoce di più virus che può creare una sorta di "pre-stagione" con un aumento degli accessi agli ambulatori dei medici di famiglia e dei pediatri, mentre l'influenza tende a diventare predominante nel cuore dell'inverno. "La pressione sui servizi sanitari resta un rischio concreto, soprattutto per le fasce più fragili", avverte Pregliasco.

Dall'indagine emergono i sintomi più comuni tra chi ha dichiarato di aver avuto l'influenza: raffreddore (83%), tosse (72%), dolori e malessere (62%), mal di testa (56%), febbre oltre i 38° (46%) e disturbi gastrointestinali (27%), con una durata media di circa 6 giorni. I più giovani (under 35) riferiscono una sintomatologia più articolata, con maggiore incidenza di mal di testa, febbre e disturbi gastrointestinali rispetto agli over 60, dove la febbre alta è meno frequente.

Pregliasco ha sottolineato che "Quello che chiamiamo comunemente 'influenza' comprende in realtà molte infezioni diverse" e ha precisato i criteri che rendono più probabile l'influenza vera e propria: esordio brusco, febbre oltre i 38 gradi, almeno un sintomo respiratorio e almeno un sintomo sistemico. Ha inoltre richiamato l'attenzione sulle presentazioni negli anziani: "Negli anziani, anche in presenza di vera influenza, la febbre può non essere particolarmente elevata, a causa di una risposta immunitaria meno pronta: per questo la soglia di attenzione deve essere più alta e vanno osservati altri segnali, come la confusione mentale, l'aumento della frequenza cardiaca o respiratoria e un peggioramento generale delle condizioni".

Sui comportamenti di cura, circa un italiano su due (51%) gestisce l'influenza in autonomia affidandosi all'automedicazione responsabile e al consiglio del farmacista; il 49% si rivolge a un medico. Il medico di medicina generale resta il primo riferimento (35%), mentre il 9% si rivolge al Pronto Soccorso o alla guardia medica e il 5% a uno specialista. Il ricorso ai farmaci da banco è più frequente tra le donne.

Sul fronte delle vaccinazioni, poco più del 20% degli italiani dichiara di essersi vaccinato contro l'influenza nell'ultimo anno, valore dimezzato rispetto al 2021. L'adesione è più alta tra gli over 60 (38%). Per la prossima stagione, un italiano su tre intende vaccinarsi (una persona su due tra gli over 60). La farmacia si conferma un punto di accesso crescente per la vaccinazione: oggi il 12% si vaccina in farmacia, con percentuali maggiori tra gli under 35 (17%) e inferiori tra gli over 60 (4%); la vaccinazione in farmacia risulta più diffusa tra gli uomini (14%) rispetto alle donne (9%).

Pregliasco ha ricordato che "Vaccinarsi non significa avere la certezza di non ammalarsi" ma che il vaccino riduce forme gravi, complicanze e ospedalizzazioni, in particolare per soggetti vulnerabili. "Quest'anno il vaccino antinfluenzale può essere co-somministrato con quello contro il Covid-19 e, per gli anziani e le persone a rischio, l'appuntamento diventa l'occasione per valutare anche altre protezioni, dallo pneumococco alle strategie contro l'RSV".

Infine, è evidenziato il ruolo della farmacia come presidio sanitario di prossimità: "Il farmacista è spesso il primo punto di riferimento accessibile per chi ha un disturbo lieve", ha osservato Pregliasco, ricordando la funzione del farmacista nel consigliare sull'uso corretto dei farmaci di automedicazione, verificare dosaggi e possibili interazioni e orientare quando è opportuno rivolgersi al medico.

Fonte: Raccontiamo Città

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