Furti di rame colpiscono l’ex stabilimento Tagina a Gualdo Tadino
Due assalti confermati, indagini dei Carabinieri in corso; danni aggravano la situazione della fabbrica in liquidazione
Lo stabilimento dell’ex colosso Tagina, oggi operativo come Saxa Gres e attualmente in liquidazione giudiziaria, è stato preso di mira da ladri specializzati nel furto di rame nei mesi estivi, secondo quanto riportato nell’articolo pubblicato il 18 settembre 2026.
La proprietà aveva già fermato i forni e venduto parte dei macchinari; l’impianto, che occupava una porzione significativa dell’area industriale nord di Gualdo Tadino, è rimasto sorvegliato solo con personale limitato per le attività amministrative. Nell’area sono impiegate circa cento famiglie che al momento non hanno trovato alternative lavorative o non sono in età per la pensione.
Nei mesi di luglio e agosto si sono svolti almeno due assalti confermati ai danni dei cavi industriali e un terzo tentativo che sarebbe fallito. I furti sono stati denunciati ai Carabinieri di Gualdo Tadino che, con i militari della Compagnia di Gubbio, hanno avviato indagini sulle responsabilità; sulle attività investigative vige al momento il massimo riserbo.
Secondo la ricostruzione riportata, gli autori hanno utilizzato furgoni presi a noleggio — in numero superiore a quattro — e strumenti mobili per tagliare i cavi e aprirli, estraendo i fili di rame. Sono stati distrutti e asportati chilometri di cavi industriali; il bottino è stato definito «importante» ma non è stato ancora quantificato.
Il fenomeno è stato favorito dall’aumento dei prezzi dei metalli: l’articolo segnala che il rame è passato da 8–9 mila euro a tonnellata all’inizio dell’anno a picchi di circa 14 mila euro ad agosto; anche il prezzo dell’argento è indicato in crescita (1.800 euro al chilo rispetto ai 1.110 euro di due anni fa).
Emergono inoltre, su basi di indiscrezioni raccolte dalla redazione, ipotesi di collegamenti di alcune bande con il basso Lazio, in particolare le province di Latina e Frosinone; tuttavia questi elementi sono riferiti come notizie non ufficiali.
I danni provocati ai macchinari e alle linee di trasferimento peggiorano la già critica situazione dell’industria ceramica gualdese: per lo stabilimento, ora in liquidazione, la prospettiva di un rilancio con nuovi investitori appare sempre più difficile alla luce degli ultimi eventi.