Spoleto, divieto di avvicinamento e braccialetto elettronico per un 43enne accusato di stalking
Il Gip dispone la misura dopo denunce per appostamenti, minacce e l'uso di binocoli nei confronti dell'ex compagna
Il provvedimento del Gip del Tribunale di Spoleto riguarda un cittadino rumeno di 43 anni, indagato per il reato di atti persecutori aggravati dal legame affettivo con la vittima, una donna rumena di 39 anni residente a Spoleto. La misura è scattata dopo la denuncia-querela presentata dalla donna il 6 luglio 2026 e successive integrazioni agli atti dell'8 luglio e del 9 agosto 2026.
Secondo la ricostruzione contenuta negli atti, la coppia aveva iniziato la relazione nel 2016 e nel 2017 era nata una figlia. Dal 2020 la situazione era peggiorata per litigi legati alla gelosia dell'uomo e al suo abuso di alcol; nel 2022 la vicenda era sfociata in un episodio violento durante il quale l'uomo, in stato di alterazione, era rientrato in casa dopo aver rotto una finestra e aveva messo le mani al collo della compagna.
Da ottobre 2024 la donna, la figlia e l'uomo si erano trasferiti presso l'abitazione di un uomo anziano di cui la donna era badante. Anche lì i litigi non cessarono e nell'estate 2025, dopo una discussione in cui l'uomo la avrebbe spintonata, la donna lo allontanò dall'abitazione.
A ottobre 2025 la donna decise di interrompere la relazione e bloccò l'uomo sui social e sul telefono. Da quel momento, secondo la denuncia, l'uomo avrebbe iniziato a perseguitarla con appostamenti, pedinamenti e insulti. La vittima riferisce di essere stata seguita a piedi o in auto, di essere stata avvicinata in locali pubblici e di aver subito minacce dirette, anche udite da testimoni: tra queste la frase «non me ne vado finché non ti ammazzo», riportata negli atti.
Nel corso della primavera-estate 2026 la donna segnala episodi di spionaggio: il 25 maggio 2026 l'avrebbe visto fuori da una finestra e il 2 giugno 2026 lo avrebbe osservato con un binocolo dietro un cespuglio mentre fischiava in direzione della sua abitazione. La vittima ha dichiarato che l'indagato era solito usare due binocoli per osservarla.
Tra le condotte contestate vi sono inoltre ripetute telefonate a un'altra figlia della donna, affetta da un lieve ritardo mentale, accessi indebiti a un vecchio telefono e all'account TikTok della vittima il 25 giugno 2026, nonché la sostituzione dell'indirizzo email della donna presso la segreteria della scuola frequentata dalla figlia. Il 5 luglio 2026 la donna avrebbe trovato davanti alla porta sacchi neri della spazzatura, episodio attribuito all'indagato.
Gli interventi della polizia sono documentati in più occasioni, tra cui una chiamata del 12 luglio 2026 per un importuno presso il luogo di lavoro della donna e una segnalazione dell'8 agosto 2026 quando l'uomo sarebbe stato sorpreso nei pressi dell'abitazione dell'anziano assistito, manifestando comportamenti offensivi e minacciosi.
Le dichiarazioni della persona offesa sono state corroborate da testimonianze: un'amica della donna, l'anziano assistito e la figlia minore, ascoltata con l'ausilio di una psicologa, hanno confermato episodi di pedinamenti, appostamenti e comportamenti persecutori che hanno inciso sullo stato psicologico della vittima e della sua famiglia. La donna ha riferito uno stato di ansia che l'ha portata a modificare le proprie abitudini, temendo per la sicurezza della figlia di 9 anni; si è inoltre rivolta all'avvocato Gianni Dionigi per questioni di mantenimento e incontri protetti con i servizi sociali.
Nell'ordinanza il Gip ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza e un concreto pericolo di recidiva specifica, sottolineando la continuità e la gravità delle condotte contestate. Per 12 mesi l'uomo è stato sottoposto al divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi da lei frequentati, con prescrizione di non avvicinarsi a meno di 1.000 metri né di comunicare con la donna in qualsiasi forma.
La misura verrà eseguita con l'applicazione del braccialetto elettronico; in caso di rifiuto o di impossibilità tecnica, la polizia giudiziaria è tenuta a informare l'ufficio competente per l'adozione di ulteriori provvedimenti.