Pesaro e Urbino · 21 Settembre 2026

Scuola, nella provincia di Pesaro e Urbino il 14,11% degli alunni ha cittadinanza non italiana

Dati 2026/27: nelle Marche il totale è 29.185 studenti stranieri; l’Ufficio Scolastico Regionale chiede maggiori sinergie con Comuni e terzo settore

Scuola, nella provincia di Pesaro e Urbino il 14,11% degli alunni ha cittadinanza non italiana

Nell’anno scolastico 2026/27 le scuole della provincia di Pesaro e Urbino ospitano il 14,11% di alunni con cittadinanza non italiana. Complessivamente nelle Marche gli studenti con cittadinanza non italiana sono 29.185 su 187.389 iscritti, pari al 15,57% della popolazione scolastica regionale.

La distribuzione provinciale presenta differenze contenute: Macerata arriva al 18,33%, Ancona al 15,68%, Ascoli Piceno e Fermo al 14,47%, mentre Pesaro e Urbino è al 14,11%. Su 208 istituzioni scolastiche regionali, 191 si collocano al di sotto della soglia del 30% di alunni stranieri indicata come criterio ordinario dalla circolare ministeriale n. 2 dell’8 gennaio 2010; concentrazioni più elevate sono limitate a diciassette sedi, cinque delle quali ospitano un CPIA.

A livello organizzativo, le Marche hanno adottato la novità introdotta dal decreto‑legge 71/2024, convertito nella legge 106/2024: dalla scuola secondaria 2025/26 la classe di concorso A‑23 «Lingua italiana per discenti di lingua straniera» è entrata negli istituti secondari. Un docente A‑23 è ora previsto in classi dove almeno un quinto degli studenti è neoarrivato o non ha ancora raggiunto il livello A2 del Quadro comune europeo di riferimento, garantendo una figura specialistica stabile accanto ai colleghi curricolari.

Alle cattedre specializzate si aggiungono laboratori di italiano L2 finanziati dal Programma nazionale «Scuola e competenze» 2021‑2027 e dall’iniziativa ministeriale «Integrazione» (decreto ministeriale n. 225 del 12 novembre 2024). Le scuole integrano queste misure con interventi autonomi: corsi di potenziamento in orario extracurriculare, doposcuola linguistici, sportelli di supporto e tutoraggio tra pari, modulati sulle esigenze locali.

I Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA) svolgono un ruolo centrale nel sistema: accertano i livelli linguistici in ingresso dei neoarrivati, collaborano alla definizione dei percorsi e accompagnano giovani e adulti verso la certificazione della lingua e il conseguimento dei titoli attraverso il Patto Formativo Individuale (PFI). Nei CPIA sono attivi percorsi di alfabetizzazione fino ai livelli A2 e B1 frequentati anche dai genitori, oltre alle sessioni di formazione civica previste dall’accordo di integrazione (DPR 179/2011), utili anche per l’accesso al test linguistico richiesto per il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.

Donatella D’Amico, direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per le Marche, ha definito il quadro regionale nel complesso positivo, sottolineando però che dove si registrano concentrazioni elevate la risposta non può essere solo scolastica. D’Amico ha auspicato un «patto» più stretto con i Comuni e il terzo settore, citando, a titolo di esempio, la possibilità di ragionare su un trasporto scolastico che faciliti una distribuzione più equilibrata degli alunni; ha inoltre chiesto una maggiore presenza di docenti della classe di concorso A‑23 e strategie condivise per migliorare la distribuzione.

L’Ufficio Scolastico Regionale si è detto disponibile a coordinare questi interventi, rimarcando l’obiettivo di garantire a ogni studente, italiano o straniero, opportunità di apprendimento più ampie e migliori.

Fonte: Raccontiamo Pesaro e Urbino

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