Roma · 16 Settembre 2026

Inchiesta sulla Lazio: Masi, Maiolini e Bisignani respingono le accuse; la tifoseria prosegue la protesta

La Dda di Roma ha disposto perquisizioni per un'ipotesi di aggiotaggio sulle azioni della società quotata; gli indagati negano e la protesta dei tifosi continua sui social

Inchiesta sulla Lazio: Masi, Maiolini e Bisignani respingono le accuse; la tifoseria prosegue la protesta

La Direzione distrettuale antimafia di Roma ha disposto perquisizioni e l'acquisizione di documenti e dispositivi informatici nei confronti di Mauro Masi, presidente della Banca del Fucino, di Francesco Maiolini, amministratore delegato della stessa banca, e di Luigi Bisignani. I magistrati contestano il reato di manipolazione del mercato, ipotizzando condotte di aggiotaggio volte a provocare un'alterazione del prezzo delle azioni della S.S. Lazio S.p.A.

I tre indagati hanno respinto le accuse. Luigi Bisignani, intervenuto ai microfoni del Tg1, ha definito le ricostruzioni «un autogol di Lotito» e ha detto: «Ma quale complotto. Questo è un autogol di Lotito, che anziché parlare con i tifosi, li denuncia. È già andata male una volta, ed è andata male per lui, andrà male anche questa volta». Bisignani ha inoltre rivendicato la propria appartenenza alla fede calcistica capitolina: «La battaglia è per chiedere una Lazio fortissima, perché essere laziali significa da padre in figlio a nipoti: questo lo farò sempre».

Sulla stessa linea si è espresso Mauro Masi, che ha dichiarato di essere «basito per le accuse che mi vengono rivolte da una denuncia di Claudio Lotito» e ha definito le accuse «totalmente e completamente false». Masi ha affermato di avere «piena e totale fiducia nella magistratura» e ha detto di aver già dato mandato al proprio avvocato «di presentare immediata denuncia per calunnia».

La Banca del Fucino, con una nota, ha precisato che «Banca del Fucino non ha mai finanziato, direttamente o indirettamente, alcuna iniziativa, campagna o attività riconducibile alle vicende oggetto dell'indagine, né alcuna iniziativa lesiva degli interessi della S.S. Lazio S.p.A., dei suoi azionisti e dei suoi vertici». La nota aggiunge che la banca «non detiene azioni della S.S. Lazio S.p.A., non ha mai ricevuto alcun mandato per l'acquisto della società o di sue partecipazioni e non ha mai svolto attività di advisory per soggetti a qualunque titolo interessati alla stessa» e che «la propria operatività prosegue con assoluta regolarità, nel pieno rispetto della normativa di vigilanza». La Banca si è riservata di tutelare la propria reputazione «in ogni sede» nei confronti di «ricostruzioni distorte e lesive».

Sul fronte del tifo, tra social network e forum dedicati alla squadra la mobilitazione dei sostenitori biancocelesti prosegue senza sosta. I tifosi continuano a chiedere un avvicendamento ai vertici del club, definendo l'ambiente «stufo di questa dirigenza» e indicando nella vendita della società l'unica strada percorribile. L'avvio dell'indagine non ha modificato il sentiment generale di una piazza orientata a proseguire la protesta.

Sul piano giudiziario le indagini e le eventuali azioni legali determineranno i prossimi sviluppi; al momento le persone coinvolte risultano indagate e hanno negato le contestazioni mosse nei loro confronti.

Fonte: Raccontiamo Roma

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