Roma · 17 Settembre 2026

Procura di Roma indaga su presunte falsità contro Lotito: sequestri e verifiche sul titolo della Lazio

Tre persone iscritte nel registro degli indagati per aggiotaggio; inquirenti analizzano telefoni, computer e l’andamento delle quotazioni della società biancoceleste

Procura di Roma indaga su presunte falsità contro Lotito: sequestri e verifiche sul titolo della Lazio

La procura di Roma conduce accertamenti su un presunto complotto ai danni del presidente della Lazio, Claudio Lotito. Sono state eseguite perquisizioni nei confronti di tre persone indagate per manipolazione del mercato (aggiotaggio): Mauro Masi, presidente della Banca del Fucino; Francesco Maiolini, amministratore delegato della stessa banca; e il faccendiere Luigi Bisignani. I tre hanno dichiarato di voler far valere le proprie posizioni.

Gli investigatori, con l’ausilio dei carabinieri del nucleo investigativo, hanno sequestrato i telefoni cellulari dei tre indagati insieme a computer e documenti riconducibili a loro. La procura intende ricostruire la filiera di chi avrebbe collaborato alla costruzione e alla diffusione di notizie ritenute false e potenzialmente in grado di influire sul valore delle azioni della SS Lazio Spa, società quotata in Borsa.

Uno dei fronti di indagine riguarda proprio l’andamento del titolo della Lazio: i magistrati stanno verificando se in coincidenza con la diffusione di alcune delle notizie contestate si siano registrate oscillazioni anomale nelle quotazioni della società.

Secondo la ricostruzione della procura, la presunta regia informativa sarebbe attiva almeno dal 2024 e, sempre secondo gli inquirenti, potrebbe essere tuttora in corso. Il reato ipotizzato è la manipolazione del mercato, ossia la diffusione di notizie false che possano alterare in modo sensibile il prezzo delle azioni di una società quotata.

Gli investigatori hanno individuato quattro filoni principali attorno ai quali si sarebbe sviluppata la presunta campagna di disinformazione. Il primo riguarda l’ipotesi che Lotito avrebbe voluto far retrocedere la squadra per percepire il cosiddetto «paracadute» economico riservato alle società retrocesse, stimato in circa 35 milioni di euro. Il secondo filone concerne voci su una presunta cessione del pacchetto di controllo della società da parte di Lotito e sull’esistenza di un acquirente pronto a subentrare.

Il terzo filone è riferito a una notizia diffusa il 31 maggio 2026: la presunta offerta di 450 milioni di euro da parte di JP Morgan per rilevare la Lazio, che dagli atti dell’inchiesta risulterebbe non essere mai esistita. Il quarto filone riguarda voci su una supposta situazione di difficoltà economica delle società riconducibili a Lotito, ritenute dagli inquirenti potenzialmente costruite per influenzare la valutazione del club e del suo presidente.

L’origine della vicenda giudiziaria risale a poco più di un anno fa, quando lo stesso Claudio Lotito presentò una serie di denunce dopo essere stato oggetto di minacce, insulti sui social e striscioni contro la proprietà del club nella Capitale.

Parallelamente alle indagini finanziarie e informative, la procura indaga anche sul possibile ruolo di alcune frange della tifoseria organizzata biancoceleste. Da mesi una parte dei tifosi pratica la diserzione di massa dallo stadio Olimpico come forma di protesta contro la gestione societaria: i magistrati vogliono accertare se dietro questo malcontento vi sia una regia organizzata finalizzata a esercitare pressione su Lotito per indurlo a cedere la squadra.

Esiste inoltre un procedimento parallelo condotto dalla direzione distrettuale antimafia di Roma, che da tempo sta ricostruendo pressioni, interessi economici e affari legati al mondo ultrà laziale. Non è escluso che il materiale acquisito dai dispositivi sequestrati agli indagati per aggiotaggio venga incrociato con le risultanze di quell’indagine.

Nell’ambito delle verifiche resta alta l’attenzione su una società ritenuta riconducibile a parenti di Ettore Abramo, conosciuto come «Pluto», indicato come in passato braccio destro di Fabrizio Piscitelli, detto «Diabolik». L’indagine procede e arriva alcuni mesi dopo l’assoluzione del vecchio gruppo degli Irriducibili della curva Nord della Lazio, all’epoca accusati di voler condurre una presunta scalata al club acquistato da Claudio Lotito.

Articolo originale: Lorenzo Nicolini, pubblicato il 17 settembre 2026.

Fonte: Raccontiamo Roma

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