Indagine della Finanza su rete di spaccio con ramificazioni a Roma e nei Castelli: 12 arresti e sequestri patrimoniali
La procura di Velletri coordina l’inchiesta su cessioni per oltre 11 kg di cocaina e 16 kg di hashish; sequestrati terreni e quote societarie per circa 70.000 euro
La procura di Velletri, con l’esecuzione disposta dal giudice per le indagini preliminari, ha eseguito misure cautelari nell’ambito di un’inchiesta che ha individuato un giro di spaccio radicato principalmente ad Ardea con ramificazioni a Roma e nei Castelli Romani. Le indagini, condotte dai finanzieri, erano state avviate all’inizio del 2025.
Secondo gli accertamenti, l’organizzazione presentava una rigida divisione dei compiti: supporto logistico, distribuzione della droga e reinvestimento dei contanti. Gli inquirenti ritengono che uno dei promotori impartisse direttive operative sulle consegne e sulla gestione dei flussi finanziari anche dall’interno del carcere, dove si trovava già detenuto.
La procura parla di sei ordinanze di misure cautelari e di altri sei arresti in flagranza; complessivamente, tra l’operazione odierna e i fermi avvenuti nei mesi scorsi, sono state arrestate 12 persone — quattro oggi e otto soggette a fermo in flagranza nei mesi precedenti. Il giudice ha disposto la custodia in carcere per due indagati, gli arresti domiciliari per altri due e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per due soggetti. I reati contestati sono traffico di sostanze stupefacenti, riciclaggio e autoriciclaggio.
Nel quadro dell’attività investigativa è stata ricostruita la cessione complessiva di oltre 11 chilogrammi di cocaina e 16 chilogrammi di hashish. Durante gli interventi sul territorio sono stati materialmente sequestrati 2,218 chili di cocaina e 2,212 chili di hashish.
Sono stati inoltre eseguiti nove decreti di perquisizione tra Roma, Ardea, Albano Laziale, Aprilia, Cerveteri, Marino e Teramo.
Gli accertamenti economico-finanziari hanno permesso di tracciare il percorso dei proventi illeciti, che secondo gli inquirenti venivano fatti confluire in una società del settore immobiliare e reimpiegati nell’acquisto di beni. Il provvedimento ha comportato il sequestro preventivo di due terreni e di diverse quote societarie per un valore complessivo stimato in circa 70.000 euro.