Castel Madama: sequestrata un'attività per scarico non autorizzato nel Fosso Empiglione
Denunciati i responsabili; operazione della Città metropolitana mirata a proteggere il reticolo idrico dell'area
Un'attività industriale di Castel Madama è stata sequestrata e i responsabili sono stati denunciati per lo scarico di acque reflue industriali in assenza di autorizzazione nel Fosso Empiglione, torrente che attraversa una zona di notevole interesse storico e culturale per la presenza di antichi acquedotti romani. La notizia è stata resa nota in una nota della Città metropolitana pubblicata il 18 settembre 2026.
Il sequestro è avvenuto nell'ambito di una specifica attività di vigilanza ambientale finalizzata alla salvaguardia del reticolo idrico del territorio metropolitano, con particolare attenzione ai corsi d'acqua che alimentano l'Aniene e, attraverso questo, il Tevere.
"Il corpo di polizia di Città Metropolitana", ha dichiarato il capo di gabinetto Francesco Nazzaro, svolge controlli costanti non solo lungo i principali corsi d'acqua, ma anche sulla fitta rete di fossi e rii che costituisce il reticolo idrico secondario del territorio. Le operazioni si svolgono sia via terra sia sul fiume e rientrano in un ampio programma di tutela ambientale volto a garantire la salubrità dei corsi d'acqua e il ripristino degli habitat naturali.
L'intervento è stato inoltre inquadrato come parte del percorso di risanamento delle condizioni idriche del Tevere, che, secondo la nota, richiede interventi continui di depurazione e una gestione accurata degli scarichi.
La Città metropolitana ha sottolineato l'importanza di una presenza capillare sul territorio per prevenire e contrastare gli illeciti: "la tutela del Tevere passa anche dalla tutela dell'Aniene e, a monte, da quella di ogni corso d'acqua che lo alimenta".