Roma, professoressa accoltellata in classe dimessa dall'ospedale: prognosi di sette giorni
Isabella Marsilio, 66 anni, uscita dal Vannini; la docente racconta l'aggressione e dice di aver già perdonato l'alunno di 13 anni
Isabella Marsilio, 66 anni, docente alla scuola media Giovanni Verga di Roma, è stata dimessa dall'ospedale Vannini dopo essere stata ricoverata la mattina precedente per le ferite riportate in un'aggressione in classe. Il referto medico indica sette giorni di prognosi; la professoressa è uscita dalla struttura accompagnata dal marito.
Secondo il racconto del figlio, la donna ha subito tre coltellate all'altezza del fianco, poco sotto il seno, e ha riportato anche gli effetti dello spray urticante che, sempre secondo il familiare, le è stato spruzzato in faccia. Il figlio ha definito un miracolo il fatto che i colpi non abbiano raggiunto organi interni. L'intervento di un compagno avrebbe consentito di fermare l'alunno.
In un'intervista telefonica al programma Dentro la notizia su Canale 5, la professoressa ha ricostruito i momenti dell'aggressione. Ha detto di trovarsi in classe intorno alle 9, dopo aver fatto l'appello e segnato l'assenza dell'alunno che sarebbe poi rientrato per recuperare un debito in storia. Ha raccontato di aver visto entrare il ragazzo con un casco da ciclista e occhiali dotati di una piccola telecamera.
Marsilio ha descritto l'arma come un pugnale seghettato lungo «almeno un palmo e mezzo» e ha detto di essere stata colpita tre volte all'altezza dell'ascella sinistra, osservando lo sguardo «gelido» del ragazzo e definendo l'azione come pianificata. Ha aggiunto di non avere paura di tornare in classe e di essere disposta a incontrare il ragazzo «per capire da dove nasce tutto questo odio», affermando di averlo già perdonato.
Alla domanda sul gesto del compagno di origine congolese che è intervenuto in suo aiuto e in relazione ai post che la professoressa ha sui social sulla remigrazione, Marsilio ha risposto che non vi è incongruenza tra le sue idee e il riconoscimento verso lo studente che l'ha salvata, aggiungendo che lo studente del Congo «ha tutti i diritti per stare qui» e che gli andrebbe data una medaglia, distinguendo però chi commette reati.
La preside ha definito la comunità scolastica «scossa» e ha chiesto riserbo e collaborazione, ricordando che si tratta di minori. Ha inoltre riferito che il ragazzo frequentava l'istituto da otto anni, comprese le elementari, e che non erano emerse avvisaglie: non risultava essere mai stato problematico né a scuola né in famiglia. "Ora dobbiamo pensare ai ragazzi", ha concluso la dirigente.